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TVsvizzera chiude i battenti (e taglia)

Le misure di risparmio in casa SRG SSR riguardano anche il mandato estero. Verranno eliminati 2,6 posti di lavoro a tempo parziale.
TVsvizzera chiude i battenti (e taglia)
SRG SSR
Fonte SRG SSR / Ats
TVsvizzera chiude i battenti (e taglia)
Le misure di risparmio in casa SRG SSR riguardano anche il mandato estero. Verranno eliminati 2,6 posti di lavoro a tempo parziale.

BELLINZONA - Il portale in lingua italiana TVsvizzera cesserà la propria attività. È una delle conseguenze del nuovo accordo sulle prestazioni relativo al mandato estero della SSR, approvato dal Consiglio federale e comunicato mercoledì dall'emittente radiotelevisiva. L'intesa garantisce la continuità delle offerte destinate agli svizzeri all'estero per il periodo 2027-2030, ma impone contemporaneamente una serie di risparmi legati alla riduzione del canone radiotelevisivo.

La soppressione di TVsvizzera, ci ha confermato la SSR, comporterà anche l’eliminazione dei relativi posti di lavoro, per un totale di 2,6 equivalenti a tempo pieno (ETP). «La SSR si impegna a gestire questa riduzione del personale con la massima attenzione e sensibilità, adottando soluzioni quanto più possibile eque e socialmente sostenibili».

Il mandato estero era finito nel mirino nel quadro del pacchetto di sgravio 2027, con l'ipotesi di sopprimere il contributo federale. La SSR si era impegnata per il suo mantenimento e il Parlamento ha poi respinto la soppressione. Per l'azienda, quel voto e l'approvazione del nuovo accordo da parte del Consiglio federale sono «segnali importanti del riconoscimento politico e della rilevanza del mandato estero e delle prestazioni che garantisce alla Svizzera».

Il quadro finanziario resta però più stretto di prima e gli adeguamenti toccheranno l'offerta di Swissinfo, le collaborazioni con TV5MONDE e 3sat e, appunto, TVsvizzera. Non sarà possibile evitare misure che riguardano il personale: ai collaboratori interessati si applicheranno i piani sociali della SSR attualmente in vigore.

Otto milioni in meno a Swissinfo
Per Swissinfo il nuovo accordo comporta una riduzione del budget di 8,3 milioni di franchi: si passa dagli attuali 18,8 milioni a 10,5 milioni. Come finora, Confederazione e SSR si faranno carico ciascuna del 50% dei costi.

A fronte del taglio, Confederazione e SSR hanno riesaminato insieme l'offerta destinata all'estero. Sulla base di questa analisi e di criteri strategici ponderati congiuntamente dalle parti negoziali, è stato deciso di sopprimere le offerte in giapponese e in portoghese, oltre a TVsvizzera.

Nel frattempo Swissinfo è stata integrata, nel corso del 2026, nel settore "Offerta" gestito a livello nazionale dalla SSR, nell'ambito del processo di trasformazione "Enavant". L'azienda spiega che questa riorganizzazione permette una collaborazione più stretta tra regioni linguistiche e unità regionali, collegando contenuti, competenze e processi nonostante il mandato politico di risparmio. In futuro Swissinfo concentrerà le proprie prestazioni e definirà delle priorità: una parte del taglio sarà compensata accorpando le risorse e riutilizzando in modo mirato contenuti già esistenti provenienti da altre offerte della SSR.

Collaborazioni ridimensionate
La collaborazione internazionale con TV5MONDE e 3sat continuerà a far parte del mandato estero, seppure in misura adeguata alle nuove condizioni.

Per la partecipazione svizzera a TV5MONDE saranno disponibili complessivamente 9,8 milioni di franchi all'anno. La SSR accoglie con favore il fatto che la Confederazione si assuma il finanziamento di 8 milioni, conformemente agli obblighi previsti dagli accordi internazionali, allineando così la Svizzera alla prassi degli altri Stati partecipanti. I restanti 1,8 milioni sono sostenuti in parti uguali da Confederazione e SSR, con 0,9 milioni ciascuna. Resta confermata la quota contrattuale del 9% di contenuti svizzeri su TV5MONDE, mentre l'offerta e i contenuti coprodotti saranno sviluppati tenendo conto del nuovo budget.

Per 3sat è previsto un budget complessivo di 3,7 milioni di franchi, anch'esso ripartito a metà tra Confederazione e SSR con 1,85 milioni ciascuna. La quota di contenuti svizzeri forniti dalla SSR scenderà però dall'attuale 10% a circa l'8%, soprattutto attraverso una riduzione mirata delle produzioni su commissione e delle produzioni proprie.

Nonostante gli adeguamenti, conclude la SSR, l'azienda resta fedele al proprio mandato di servizio pubblico e continuerà a fornire informazioni affidabili agli svizzeri all'estero e a far sì che il Paese resti visibile a livello internazionale.

Il Sindacato dei media: «Inaccettabile»
In una prima reazione, il Sindacato dei media (SSM) accusa il Consiglio federale di voler aggirare il processo parlamentare, visto che le Camere federali si pronunceranno sul finanziamento del mandato internazionale della SSR per il 2027 soltanto durante la prossima sessione di dicembre. Una scelta definita «inaccettabile», tanto più che lo scorso marzo il Parlamento si era espresso chiaramente contro qualsiasi riduzione dell'offerta internazionale della SSR.

Il SSM chiede quindi al Consiglio federale di revocare i tagli e al Parlamento di confermare la propria posizione, garantendo i fondi necessari a mantenere l'offerta attuale. Nel frattempo, la SSR è invitata a sospendere eventuali misure concernenti il personale.

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