Gobbi punge Berna: «Una disparità che lascia profonda amarezza»

Il consigliere di Stato critica la differenza di trattamento da parte del Consiglio federale verso le vittime del disastro in Vallemaggia e quelle di Crans-Montana: «Ostacoli burocratici per aiutare le nostre comunità. Soluzioni immediate in altri casi».
Il malcontento del governo ticinese verso la lentezza e le complicazioni burocratiche era già emerso nel corso della procedura di consultazione.
Il consigliere di Stato critica la differenza di trattamento da parte del Consiglio federale verso le vittime del disastro in Vallemaggia e quelle di Crans-Montana: «Ostacoli burocratici per aiutare le nostre comunità. Soluzioni immediate in altri casi».
Il malcontento del governo ticinese verso la lentezza e le complicazioni burocratiche era già emerso nel corso della procedura di consultazione.
BELLINZONA / BERNA - Un disegno di legge sottoposto al Parlamento federale, che prevede un indennizzo di 13 milioni di franchi destinato alla Vallemaggia per i danni subiti a seguito dell'alluvione del giugno 2024, e l'onere di 1,5 milioni di franchi che la Confederazione si assumerà per coprire le spese sostenute dalle vittime italiane del rogo di Crans-Montana, a cui non sarà chiesto alcun rimborso. Due decisioni, adottate oggi dal Consiglio federale, che per tempistiche hanno fatto storcere il naso al consigliere di Stato ticinese Norman Gobbi.
«I due volti del Consiglio federale»
«Ostacoli burocratici per aiutare le nostre comunità. Soluzioni immediate in altri casi», commenta il direttore del Dipartimento delle istituzioni sui suoi profili social. «Oltre due anni di attesa, vincoli legali e aiuti con il contagocce per Vallemaggia, Mesolcina e Vallese, devastati dal maltempo. Per Crans-Montana, invece, Berna ha trovato subito una soluzione: la Confederazione rinuncerà al rimborso delle spese sostenute per le cure dei pazienti italiani, pari a circa 1,5 milioni di franchi, assumendosene il costo.
Un malcontento già espresso durante la consultazione
Sulla questione degli aiuti finanziari dopo disastri del 2024, il Consiglio di Stato ticinese si era già pronunciato con una certa durezza lo scorso mese di marzo, al termine della procedura di consultazione, esprimendo una certa insoddisfazione nei confronti di Berna per le lungaggini burocratiche. «Non nascondiamo il nostro malcontento per la lentezza e le complicazioni amministrative che caratterizzano lo stanziamento di questi fondi supplementari, i quali ammontano complessivamente per tutta la Svizzera a meno di 20 milioni di franchi, una cifra del tutto esigua rispetto al budget della Confederazione», si leggeva nella missiva inviata a Palazzo federale.
In quell'occasione, il parallelo tracciato a Palazzo delle Orsoline fu quello con situazione d'emergenza che si era creata a Blatten. In quel caso, la Legge federale con cui fu istituito il contributo di solidarietà — pari a 5 milioni di franchi — per il villaggio distrutto da una frana fu approvata «nel giro di poche settimane, mentre per gli eventi del 2024 ci troviamo ancora oggi, a due anni dagli eventi, nella fase di consultazione», scriveva il Governo.
Oggi come allora, da Bellinzona si levano quindi critiche per la disparità subita. «Il rispetto per le vittime e le loro famiglie è fuori discussione, ma la differenza di trattamento lascia un profondo senso di amarezza», conclude Gobbi.




