Crans-Montana, il padre di una ferita: dalla Svizzera «una specie di ammissione di colpa»

Lorenzo Rubino considera «un segnale positivo» la rinuncia elvetica a chiedere il rimborso delle spese mediche per gli italiani coinvolti
BIELLA - La rinuncia della Svizzera al rimborso delle spese mediche per i feriti italiani nell'incendio di Capodanno a Crans-Montana è «assolutamente una buona notizia» e potrebbe rappresentare «una specie di ammissione di colpa». A dirlo, interpellato dall'agenzia di stampa italiana Ansa, è Lorenzo Rubino, padre di Elsa, la quindicenne di Biella rimasta gravemente ferita nel rogo del Constellation, il locale in cui la notte di Capodanno si è consumata la tragedia.
Il governo elvetico ha deciso di rinunciare, a titolo eccezionale, al rimborso delle spese sostenute per curare i feriti italiani. Una scelta che il padre della ragazza legge come un segnale importante: «Nel senso che a me sembra anche una specie di ammissione di colpa per la Svizzera fare questo tipo di azione ammissiva», spiega.
Secondo Rubino la decisione potrebbe avere un peso anche sul piano delle trattative in corso con le autorità elvetiche dopo l'incendio, che ha provocato morti e feriti. «Secondo me ha un valore importante. Poi magari si ferma tutto lì. Ma, siccome siamo in trattativa, potrebbe essere un segnale positivo». Elsa era stata dimessa dall'ospedale Regina Margherita di Torino il 18 giugno scorso.



