Condannato a 12 anni per aver sparato contro due agenti, poi sarà espulso

Il 51enne aveva aperto il fuoco contro due poliziotti nel gennaio 2024 a Dielsdorf. Dovrà lasciare la Svizzera per 15 anni.
DIELSDORF - Il Tribunale distrettuale di Dielsdorf, a Zurigo, ha condannato oggi un macedone che a inizio 2024 sparò contro due agenti di polizia. Il 51enne dovrà scontare dodici anni e due mesi di carcere per tentato assassinio plurimo e violenza o minaccia plurima contro le autorità e i funzionari. Sarà inoltre espulso dalla Svizzera per quindici anni.
La sera del 17 gennaio 2024 l'imputato avrebbe esploso cinque o sei colpi d'arma da fuoco contro due agenti della polizia cantonale che volevano controllarlo. Una residente lo aveva segnalato alle forze dell'ordine perché lo riteneva sospetto. Non vi erano stati feriti, ma un edificio nelle vicinanze aveva riportato danni per svariate migliaia di franchi. Durante il processo l'uomo ha negato di essere la persona ricercata.
Il DNA sull'arma e i dati del cellulare
Era stato arrestato un mese dopo i fatti. Il suo DNA era stato rinvenuto sull'arma abbandonata sulla scena del crimine e su un sacco di stoffa trovato nello stesso luogo. Inoltre, i dati del cellulare hanno dimostrato che il 51enne, cittadino della Macedonia del Nord e residente ad Amburgo, al momento dei fatti si trovava nelle vicinanze.
Il ministero pubblico aveva chiesto una pena detentiva di 19 anni e otto mesi e l'espulsione per quindici anni. I difensori avevano invece chiesto l'assoluzione.
«Avrebbe potuto colpire a morte i due poliziotti»
«Tre colpi su cinque sono stati sparati in modo mirato, con il braccio teso», ha affermato il giudice alla lettura della sentenza. L'imputato ha sparato da una distanza compresa tra i sette e i dieci metri e due fori di proiettile sono stati rinvenuti a un'altezza di circa 1,80 metri. «Avrebbe potuto facilmente colpire a morte i due poliziotti», ha affermato il giudice, parlando di una particolare assenza di scrupoli.
Il processo si è svolto sotto ingenti misure di sicurezza: tutti i presenti hanno dovuto sottoporsi a un controllo personale, mentre i poliziotti che accompagnavano l'uomo avevano il volto coperto.
L'espulsione pronunciata vale per l'intero spazio Schengen, quindi anche per la Germania, dove l'uomo è domiciliato.



