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SVIZZERA/ITALIA

La vacanza finisce malissimo per una coppia svizzera in Sardegna: «Mi ha accoltellato alla gamba»

L'episodio si è verificato venerdì sera in un ristorante del centro storico di Olbia.
La vacanza finisce malissimo per una coppia svizzera in Sardegna: «Mi ha accoltellato alla gamba»
Imago (simbolica)
Fonte Blick/La Nuova Sardegna
La vacanza finisce malissimo per una coppia svizzera in Sardegna: «Mi ha accoltellato alla gamba»
L'episodio si è verificato venerdì sera in un ristorante del centro storico di Olbia.

OLBIA - Una cena al ristorante si è conclusa nel peggiore dei modi per una coppia svizzera in vacanza in Sardegna. Venerdì sera i due si trovavano in un ristorante asiatico del centro storico di Olbia e si stavano godendo l'ultima sera del loro soggiorno, quando un uomo è entrato nel locale e ha scatenato il panico.

Prima le urla, poi spunta la lama
«Stavamo mangiando quando ho sentito una donna e un uomo urlare», raccontano al Blick. La coppia si alza e vede un uomo aggredire la proprietaria del ristorante. «Era a terra e le teneva un coltello alla gola. Lei gridava di chiamare la polizia».

A quel punto lo svizzero, insieme a due dipendenti del ristorante e ad altri due clienti, interviene. «Ci siamo avvicinati con calma. Uno di noi è arrivato di lato e lo ha distratto. Quando ha alzato lo sguardo, gli abbiamo bloccato le mani. Uno teneva una mano, un altro l’altra. Io ho tirato via la donna».

«Gli abbiamo tolto il coltello»
Il gruppo cerca poi di sfilare il coltello all'esagitato...più facile a dirsi che a farsi. «Proprio in quel momento mi ha colpito alla gamba con il coltello», dice, precisando che anche altri sono rimasti feriti.

Alla fine, però, la coraggiosa comitiva riesce a prevalere. «Gli abbiamo tolto il coltello e poco dopo è arrivata la polizia per arrestarlo».

Una brutta esperienza anche in ospedale
«Non mi sento un eroe. Ho fatto ciò che dovevo. Una vita era nelle mani di un aggressore e volevo salvarla», sottolinea il malcapitato, che è in seguito stato trasportato all'ospedale.

Ma anche qui le cose non vanno benissimo...perché, nonostante la lunga attesa, l'uomo non riceve assistenza medica. «In ospedale non sono stato curato adeguatamente», spiega al quotidiano zurighese. «La ferita era profonda, avrebbe dovuto essere suturata. Anche gli altri tre non sono stati trattati correttamente. Nessuno si è occupato di noi, eravamo lì ad aspettare e nessuno veniva».

Sabato, una volta rientrato in Svizzera, il solettese si è quindi trovato costretto a recarsi immediatamente al pronto soccorso.

Intanto la sua compagna, che ne è uscita illesa, si dice molto toccata dal punto di vista psicologico. «C’era sangue ovunque. Sul pavimento c’erano pozze di sangue e, a causa della lotta, vetri rotti ovunque. Era una scena caotica».

Stando al quotidiano locale La Nuova Sardegna il responsabile dell'aggressione, un 31enne algerino già conosciuto alle autorità, è accusato di lesioni, minacce aggravate, resistenza a pubblico ufficiale, rifiuto di indicare le proprie generalità e porto di oggetti atti ad offendere.

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