Dopo l'inferno di fiamme in Gironda: il racconto dei pompieri svizzeri

I primi sono rientrati domenica dopo una settimana di lotta contro gli incendi boschivi in Francia. Due di loro raccontano le loro impressioni dal campo.
I primi sono rientrati domenica dopo una settimana di lotta contro gli incendi boschivi in Francia. Due di loro raccontano le loro impressioni dal campo.
GINEVRA - Sono rientrati domenica notte in Svizzera i primi pompieri impegnati per una settimana nella lotta contro gli incendi boschivi in Gironda, nel sud-ovest della Francia. Tra loro il sergente capo ginevrino Christophe Guichard, con 23 anni di servizio, e il maggiore vodese Ruben Romero, già attivo in Montenegro lo scorso anno. Per entrambi, l’intervento ha rappresentato un confronto diretto con un incendio di proporzioni eccezionali.
Partiti da Ginevra insieme a una trentina di colleghi romandi, i pompieri hanno affrontato un viaggio di undici ore durante il quale hanno ripassato procedure e formazione. «Per me era l’apprensione di fronte alla novità», racconta Guichard, sottolineando come la teoria abbia rapidamente lasciato spazio alla realtà operativa.
All’arrivo, a colpire è stato soprattutto l’ambiente: «L’odore persistente di fumo non ti abbandona mai», spiega Romero. I pompieri hanno operato in condizioni difficili, dormendo in accampamenti improvvisati spesso esposti al vento. Il paesaggio devastato, con chilometri di foresta bruciata, è apparso impressionante: «La realtà supera di gran lunga ciò che si può immaginare», osserva Guichard, ricordando anche il silenzio innaturale che regnava nelle aree distrutte.
Dopo una prima fase di interventi offensivi e di protezione di infrastrutture sensibili, ai rinforzi svizzeri sono stati assegnati settori ai margini delle zone già sotto controllo, con il compito di prevenire riprese del fuoco. «Luoghi ad alto rischio», precisa Guichard, dove braci e radici possono riattivare incendi anche sottoterra.
Accanto alla durezza del lavoro, resta forte il ricordo della solidarietà. «Parlavamo lo stesso linguaggio operativo», afferma Romero, descrivendo la collaborazione con i colleghi francesi. Un aiuto è arrivato anche dalla popolazione locale, che ha fornito supporto logistico e pasti ai soccorritori. «Si prendevano cura di noi nonostante la loro sofferenza», racconta Guichard.
Tra i momenti più toccanti, il minuto di silenzio per due pompieri della Gironda deceduti durante le operazioni, seguito da abbracci spontanei tra colleghi. Ora, dopo il rientro, è tempo di riposo per gli uomini impegnati sul campo. Ma, avverte il portavoce dei pompieri ginevrini Nicolas Millot, la stagione è ancora lunga: «Siamo solo all’inizio di agosto, ci saranno molti altri incendi da qui alla fine dell’estate».







