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BASILEA

«Di solito registriamo 20 casi all'anno, li abbiamo superati in due settimane»

26 contagi, 1 morto e 7 persone in terapia intensiva a Basilea a causa del batterio Legionella e un focolaio eccezionale. Le autorità corrono ai ripari. La probabile causa? I sistemi di raffreddamento.
«Di solito registriamo 20 casi all'anno, li abbiamo superati in due settimane»
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Fonte Basler Zeitung/20 Minuten
«Di solito registriamo 20 casi all'anno, li abbiamo superati in due settimane»
26 contagi, 1 morto e 7 persone in terapia intensiva a Basilea a causa del batterio Legionella e un focolaio eccezionale. Le autorità corrono ai ripari. La probabile causa? I sistemi di raffreddamento.

Questo lunedì pomeriggio, il cantone di Basilea Città ha indetto una conferenza stampa d'urgenza per fornire informazioni riguardo a un numero insolitamente elevato di casi di legionellosi. In particolare si segnala un apparente focolaio situato nel quartiere di Kleinbasel.

«Solitamente in un anno abbiamo circa una ventina di casi», ha spiegato in conferenza stampa la vice medico cantonale Eva Würfel, «un totale che qui abbiamo nettamente superato nelle sole ultime due settimane».

I responsabili di questi focolai sarebbero principalmente gli impianti di raffreddamento. Le autorità hanno fermato venerdì due di questi impianti sul tetto di un edificio per uffici in Rebgasse, nel quartiere di Kleinbasel, come ha dichiarato il direttore della sanità Lukas Engelberger (Centro) in una conferenza stampa convocata d'urgenza. «Le possibili fonti di infezione a noi note sono quindi state eliminate.» Altri impianti sono sotto osservazione.

Un morto, in sette in terapia intensiva
Secondo il Cantone finora sono noti 26 casi: ci sono stati 25 ricoveri ospedalieri, 7 dei quali hanno richiesto la terapia intensiva, e una persona è deceduta. Gran parte delle persone infette vive o ha soggiornato nel centro di Kleinbasel. Vi sono stati casi in altre aree della città ma sono perlopiù eccezioni.

«Con l'aumento delle temperature, tendenzialmente i casi aumentano», ha commentato ancora Würfel, «il caldo eccezionale di questa estate di sicuro ha contribuito».

A facilitare la diffusione, appunto, le torri di raffreddamento, collegate a sistemi di aria condizionata degli edifici cittadini, che utilizzano un sistema ad acqua. «Se queste sono contaminate da legionelle, gli aerosol emessi dall'impianto possono diffondere il batterio nell'aria su un raggio piuttosto ampio, a seconda delle condizioni meteorologiche e del vento», ha confermato.

«Una o più fonti d'infezione»
Su dieci impianti esaminati, otto hanno mostrato un superamento del valore limite di riferimento per la presenza di legionelle. Due contenevano tracce di Legionella pneumophila, pericolosa per l'uomo.

«Il contagio non può avvenire da persona a persona», ha ribadito Engelberger, «continueremo a monitorare tutti gli impianti ritenuti potenzialmente a rischio».

Possibili altri casi
A causa del periodo di incubazione, è possibile che nei prossimi giorni si manifestino altri casi, ha spiegato Würfel. Focolai di legionella sono già stati osservati negli ultimi anni in altre città svizzere come Zurigo, Lugano e Ginevra. Ciò che rende eccezionale questo caso a Basilea, tuttavia, è che la fonte più probabile è stata individuata, ha detto Würfel.

Oltre all'impianto in questione nella Kleinbasel, il laboratorio cantonale ha esaminato anche altre torri di raffreddamento. In sei impianti sono state rilevate legionelle, ma di specie che non causano malattie nell'uomo, come ha spiegato il chimico cantonale Yves Parrat.

Le torri di raffreddamento non sono soggette a obbligo di notifica presso il Cantone. Per questo motivo Parrat ha raccomandato che i gestori di altri grandi impianti industriali si mettano in contatto con il laboratorio cantonale per effettuare dei prelievi.

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