Cerca e trova immobili
SVIZZERA

L'allarme: «TARDOC mette a rischio le cure contro il cancro»

Cure oncologiche Svizzera (SOS) chiede un'urgente revisione del sistema tariffale per evitare una crisi nell’assistenza ambulatoriale ai malati di cancro.
L'allarme: «TARDOC mette a rischio le cure contro il cancro»
Deposit
L'allarme: «TARDOC mette a rischio le cure contro il cancro»
Cure oncologiche Svizzera (SOS) chiede un'urgente revisione del sistema tariffale per evitare una crisi nell’assistenza ambulatoriale ai malati di cancro.

BERNA - Il nuovo sistema tariffale TARDOC rischia di compromettere la qualità e la sicurezza delle cure oncologiche ambulatoriali in Svizzera. A lanciare l'allarme è Cure oncologiche Svizzera (SOS), che denuncia una drastica riduzione della remunerazione delle prestazioni infermieristiche specialistiche rispetto al precedente sistema TARMED. L'organizzazione chiede un intervento immediato per garantire il finanziamento di attività fondamentali come la consulenza ai pazienti, la gestione degli effetti collaterali e il coordinamento delle terapie.

«Non chiediamo più denaro, ma una correzione attesa da tempo: una retribuzione uguale per un lavoro uguale», sottolinea SOS. Secondo l'organizzazione, ogni settimana che passa senza una soluzione mette a rischio la sicurezza dei trattamenti ambulatoriali di migliaia di persone affette da cancro.

Remunerazione ridotte fino al 60%
Al centro delle critiche c'è il cambiamento introdotto da TARDOC nel riconoscimento delle prestazioni infermieristiche specialistiche. Con il precedente sistema TARMED esistevano specifiche posizioni tariffali per l'assistenza oncologica non medica. Con il nuovo modello, queste posizioni sono state eliminate. Di conseguenza, le cure oncologiche specialistiche vengono ora rimborsate soltanto quando sono associate alla somministrazione di infusioni. Restano invece di fatto escluse dal finanziamento attività come le consulenze, la gestione degli effetti collaterali, il coordinamento dei trattamenti e l'accompagnamento dei pazienti che assumono farmaci antitumorali per via orale.

Secondo SOS, a parità di lavoro svolto, la remunerazione è diminuita del 30% per i trattamenti mediante infusione e del 60% per le prestazioni di consulenza. Una situazione che, a giudizio dell'organizzazione, non rispecchia la complessità dell'assistenza oncologica moderna e rischia di compromettere servizi essenziali per i pazienti.

Trattamenti sempre più complessi, ma meno risorse
La questione si inserisce in un contesto in cui un numero crescente di pazienti oncologici viene seguito in regime ambulatoriale. Le possibilità terapeutiche si sono ampliate notevolmente e comprendono oggi immunoterapie, trattamenti antitumorali orali e protocolli personalizzati. Si tratta di terapie spesso altamente complesse, che richiedono un monitoraggio attento e continuo. Il personale infermieristico specializzato svolge quindi un ruolo fondamentale non soltanto nella somministrazione dei farmaci, ma anche nell'educazione terapeutica, nella valutazione delle condizioni cliniche, nell'individuazione tempestiva delle complicazioni e nel sostegno ai pazienti durante il percorso di cura.

Secondo Cure oncologiche Svizzera, tuttavia, l'attuale sistema tariffale continua a privilegiare le prestazioni medico-tecniche, senza riconoscere adeguatamente il lavoro di assistenza e accompagnamento che caratterizza sempre più spesso l'oncologia ambulatoriale. L'organizzazione sottolinea inoltre che l'evoluzione dei trattamenti, sempre più rapida, e la crescente diffusione delle cure ambulatoriali rendono indispensabile una gestione rigorosa degli effetti collaterali. Un'attività che richiede competenze specialistiche, tempo e risorse.

Un paziente su due non riceve sostegno sufficiente
A sostegno delle proprie preoccupazioni, SOS cita i risultati di un'indagine nazionale condotta su oltre 7'800 persone interessate dalla malattia oncologica. Dallo studio emerge che quasi la metà degli intervistati non riceve un sostegno pratico sufficiente per affrontare le conseguenze a lungo termine del cancro.

Le difficoltà riguardano anche chi assiste i pazienti a domicilio: un terzo dei familiari ritiene infatti di non disporre delle informazioni necessarie per garantire un'assistenza adeguata. Il volume delle prestazioni richieste al personale specializzato è considerevole. In un solo ospedale universitario svizzero, nel corso del 2025, sono state effettuate oltre 10'500 consulenze oncologiche ambulatoriali per circa 3'000 pazienti.

Un'altra recente indagine condotta da SOS evidenzia inoltre che più di un terzo del personale infermieristico attivo in ambito ambulatoriale non dispone di tempo sufficiente da dedicare ai colloqui con i pazienti e alle consulenze. Una carenza particolarmente preoccupante, secondo l'organizzazione, perché proprio queste prestazioni hanno dimostrato di contribuire alla prevenzione delle complicazioni e alla riduzione della mortalità tra i pazienti oncologici.

Il rischio di più ricoveri e costi maggiori
Le conseguenze di un finanziamento insufficiente, avverte SOS, potrebbero andare oltre la riduzione dell'offerta assistenziale. Un accompagnamento specialistico inadeguato rischia infatti di tradursi in un aumento delle consultazioni d'urgenza impreviste e in una maggiore mortalità tra le persone affette da cancro.

Il problema riguarda anche i costi sanitari. Secondo l'organizzazione, ridurre il finanziamento delle cure oncologiche specialistiche non significa necessariamente risparmiare. Al contrario, la mancata copertura delle prestazioni ambulatoriali rischia di trasferire i costi verso l'assistenza ospedaliera, nettamente più onerosa, oppure direttamente sui pazienti e sulle loro famiglie.

Per SOS, dunque, un sistema tariffale moderno dovrebbe tenere conto non soltanto degli interventi tecnici e della somministrazione dei trattamenti, ma anche dell'insieme delle attività necessarie per garantire un'assistenza oncologica sicura ed efficace.

Tre richieste per correggere TARDOC
Di fronte a questa situazione, Cure oncologiche Svizzera formula tre richieste concrete ai responsabili del sistema sanitario. La prima riguarda un adeguato riconoscimento tariffale delle cure oncologiche specialistiche all'interno di TARDOC. Consulenza, educazione terapeutica, gestione degli effetti collaterali, valutazione clinica e coordinamento devono essere riconosciuti integralmente, attraverso modalità trasparenti e remunerazioni in grado di coprire i costi effettivi delle prestazioni. La seconda richiesta è l'introduzione immediata di una soluzione transitoria. In attesa di una revisione tariffale duratura, SOS ritiene indispensabile adottare misure a breve termine che garantiscano il finanziamento delle prestazioni e permettano di mantenere i servizi di assistenza attualmente disponibili. Infine, l'organizzazione richiama alle proprie responsabilità i partner tariffali, la Confederazione e i Cantoni. Secondo SOS, tutti questi attori condividono il dovere di garantire cure oncologiche ambulatoriali sicure, di elevata qualità ed economicamente sostenibili. La richiesta non è quindi quella di aumentare genericamente le risorse destinate alla sanità, ma di correggere un sistema che, secondo l'organizzazione, remunera oggi in misura nettamente inferiore prestazioni specialistiche rimaste essenziali per la presa a carico dei pazienti oncologici.

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE