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SVIZZERA

«In caso di terremoto non abbiamo un piano definitivo»

L'allarme arriva da Florian Haslinger, vicedirettore del Servizio sismico svizzero. In Romandia si è conclusa venerdì un'esercitazione internazionale impegnata proprio nella gestione di un terremoto violento.
«In caso di terremoto non abbiamo un piano definitivo»
Eu-modex.eu/
«In caso di terremoto non abbiamo un piano definitivo»
L'allarme arriva da Florian Haslinger, vicedirettore del Servizio sismico svizzero. In Romandia si è conclusa venerdì un'esercitazione internazionale impegnata proprio nella gestione di un terremoto violento.

BERNA - La Svizzera non dispone ancora di un piano operativo completo per affrontare le conseguenze di un terremoto devastante. Se la terra dovesse tremare violentemente domani, molte decisioni dovrebbero essere prese sul momento e diversi interventi organizzati in condizioni di emergenza. È quanto emerge dalle parole di Florian Haslinger, vicedirettore del Servizio sismico svizzero. Parole che arrivano proprio nella giornata conclusiva della mega esercitazione internazionale di simulazione di un terremoto - EU Modex Switzerland 2026 - che si è tenuta da martedì ad oggi a Epeisses (Canton Ginevra), nella città di Ginevra e presso l’aerodromo militare di Payerne (Canton Vaud). Un'esercitazione che ha rappresentato una prima assoluta per la Svizzera e che ha visto operare sul campo 500 partecipanti provenienti da diversi paesi europei, tutti alle prese con la ricerca di vittime tra macerie di cemento.

L'operazione è stata condotta con successo, fanno sapere le autorità. Però pesano le parole di Florian Haslinger: «Non abbiamo ancora nel cassetto un piano definitivo da seguire in caso di emergenza», spiega il sismologo sulle pagine dell'AargauerZeitung. La Confederazione sta comunque lavorando per colmare questa lacuna. Nel 2024 il Consiglio federale ha stabilito che le misure previste dalla pianificazione preventiva in materia di terremoti dovranno essere attuate a livello nazionale entro il 2028.

Secondo Haslinger, nel confronto internazionale la Svizzera non è né particolarmente ben preparata né particolarmente impreparata ad affrontare un forte sisma. Può però contare su alcuni vantaggi. «La Svizzera è piccola e compatta, e le vie di comunicazione sono brevi. Chi si occupa della gestione delle catastrofi, di norma, si conosce».

L'obiettivo principale dell'operazione che si è svolta in Romandia era proprio quello di mettere alla prova la logistica e il coordinamento dei soccorsi. Come raggiungono la zona colpita le squadre internazionali? Chi si occupa del loro rifornimento? Come vengono pianificati e distribuiti gli interventi? «Esercitazioni come quella di Ginevra sono estremamente importanti per poter contare, in caso di emergenza, su meccanismi collaudati ed efficienti», sottolinea Haslinger. Anche gli aspetti organizzativi e burocratici hanno un peso determinante: «Nonostante il pericolo, tutti gli aspetti amministrativi devono essere gestiti in modo adeguato».

Un terremoto violento ogni 100 anni
I terremoti non possono essere previsti. Dal punto di vista statistico, tuttavia, in Svizzera si verifica un sisma di magnitudo 6 circa ogni cento anni. «È proprio questo il punto», osserva Haslinger. «I terremoti violenti sono rari, ma è solo questione di tempo prima che si verifichi il prossimo». La difficoltà non riguarda soltanto la capacità delle autorità di organizzare i soccorsi. Anche la popolazione deve sapere come comportarsi quando la terra comincia a tremare. E su questo fronte, secondo il sismologo, molti abitanti della Svizzera non conoscono ancora le precauzioni fondamentali.

Cosa fare quando la terra trema
Uno dei consigli più diffusi in passato era quello di cercare riparo sotto lo stipite di una porta. Oggi, però, le indicazioni sono cambiate. «È quello che si consigliava un tempo», spiega Haslinger. «Oggi la regola è questa: chi si trova all'interno di un edificio dovrebbe ripararsi sotto un tavolo robusto e tenersi aggrappato a una delle gambe. Chi si trova all'aperto dovrebbe invece mantenersi a distanza da tutto ciò che potrebbe crollare o cadere». Le precauzioni non terminano quando la scossa principale si esaurisce. Dopo un terremoto bisogna infatti essere preparati a eventuali scosse di assestamento e a possibili interruzioni della corrente elettrica.

È inoltre importante mantenersi informati attraverso la radio, la televisione o Internet. Ulteriori indicazioni sui comportamenti da adottare sono disponibili sul sito del Servizio sismico svizzero.

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