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Strangolarsi fino a perdere i sensi: spuntano altri casi della pericolosa sfida tra giovani

Dopo i casi di questa estate si registrano nuovi episodi di «Choking Challenge» a Zurigo. La polizia indaga e gli esperti avvertono: «Le conseguenze possono essere molto gravi».
Strangolarsi fino a perdere i sensi: spuntano altri casi della pericolosa sfida tra giovani
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Strangolarsi fino a perdere i sensi: spuntano altri casi della pericolosa sfida tra giovani
Dopo i casi di questa estate si registrano nuovi episodi di «Choking Challenge» a Zurigo. La polizia indaga e gli esperti avvertono: «Le conseguenze possono essere molto gravi».

ZURIGO - Dopo i diversi episodi segnalati nel canton Svitto, spuntano episodi di soffocamento tra giovani anche nel cantone di Zurigo. Alcuni casi della cosiddetta «Choking Challenge» si sono registrati a Zurigo. Prima a Thalwil dove uno studente delle scuole secondarie è stato strangolato nel cortile durante la pausa delle 10 e ha perso i sensi. Poi a Dübendorf a opera di un quattordicenne e un quindicenne: il più giovane ha stretto il collo al più grande, fino a fargli perdere i sensi. Quello che era iniziato come un gioco si è trasformato in pochissimo tempo in una situazione pericolosa. Il ragazzo è finito in ospedale.

A maggio la Polizia cantonale bernese ha segnalato due casi, in entrambi coinvolti due adolescenti, uno dei quali ha riportato ferite gravi. Nello stesso mese, a Sciaffusa, un giovane calciatore quasi ci lasciava la vita durante un gioco in cui bisogna strangolarsi. Che cosa spinge i giovani a mettere a rischio la propria vita per una prova di coraggio? E perché proprio ora questi episodi si stanno moltiplicando? si chiede oggi sulle pagine della Neue Zürcher Zeitung.

La polizia zurighese non sta sottovalutando il fenomeno. Le indagini sarebbero appena iniziate. La polizia presume che la «Choking Challenge» si diffonda attraverso i social network e successivamente direttamente tra i giovani.

A fare luce su questa pratica ci pensa Marco Bezjak, che sul quotidiano zurighese spiega i contorni del fenomeno. Bezjak è presidente della fondazione zurighese Mojuga opera da decenni nell'ambito del lavoro giovanile e fornisce consulenza a Comuni di tutta la Svizzera. Già circa due anni fa si era occupato di giochi di strangolamento tra adolescenti in due Comuni zurighesi.

«Le prove di coraggio sono sempre esistite»
Uno dei casi era avvenuto in un centro giovanile, dove gli operatori erano intervenuti. In seguito, racconta Bezjak, non avevano semplicemente vietato ai ragazzi qualsiasi forma di confronto fisico, ma avevano concordato con loro alcune regole per renderlo meno pericoloso. Una stabiliva che nessuno potesse essere toccato al di sopra delle spalle. «È importante gestire queste situazioni in modo che non si verifichino ferite». In seguito, nel Comune interessato i giochi di strangolamento sarebbero cessati.

Quando compare un fenomeno del genere, secondo Bezjak solitamente riguarda soltanto pochi giovani. Spesso l'opinione pubblica ne viene a conoscenza solo quando accade qualcosa di grave. «Le prove di coraggio sono sempre esistite». Perché proprio i giochi di strangolamento stiano tornando alla ribalta in questo momento, però, non sa dirlo. Nei Comuni in cui opera la sua organizzazione non osserva comunque un aumento generalizzato.

Mettere alla prova i propri limiti, correre rischi e sperimentare ciò che è vietato fa parte dell'adolescenza, sostiene Bezjak. «Ma noi adulti dobbiamo accompagnare questo processo». A cambiare è la forma delle prove: in passato c'erano giovani che si arrampicavano sui treni della S-Bahn, motorini truccati o treni imbrattati con le bombolette spray. Una variante relativamente innocua è stata invece la sfida di mangiare patatine condite con spezie estremamente piccanti.

Il ruolo dei social network
Rispetto al passato, Bezjak individua tuttavia una differenza sostanziale: i social network. Un tempo un adolescente doveva conoscere qualcuno per venire a sapere di una determinata prova di coraggio e spesso aveva bisogno che qualcuno gli mostrasse come funzionava. Oggi queste idee arrivano direttamente sugli smartphone. «Così una tendenza può propagarsi anche da Berlino a Zurigo».

Le conseguenze dello strangolamento possono essere molto gravi. Quando viene compromesso l'afflusso di sangue al cervello si produce una carenza di ossigeno: le conseguenze possono andare dalla perdita di coscienza ai danni cerebrali e alle crisi epilettiche, fino al coma e alla morte.

C'è inoltre il pericolo rappresentato dalla caduta: chi perde i sensi non è più in grado di attutirla. Possono quindi verificarsi fratture e lesioni al cranio e al cervello. È quanto accaduto a maggio a Sciaffusa: il giovane calciatore ha perso i sensi, è caduto e ha riportato una frattura cranica e un'emorragia cerebrale. È proprio questo uno degli aspetti più insidiosi della prova: gli adolescenti credono di poter interrompere lo strangolamento in tempo. Quello che comincia come un gesto apparentemente controllato può invece sfuggire al controllo nel giro di pochi istanti.

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