Stretta sulle armi da fuoco? Per il 70% degli svizzeri è necessaria

I fatti di Aarau hanno impattato in maniera significativa sull'opinione pubblico riguardo l'accesso alle armi. E l'80% vorrebbe un certificato psicologico obbligatorio.
ZURIGO - Sette svizzeri su dieci sono favorevoli a un inasprimento delle regole su accesso e possesso di armi da fuoco. È quanto emerge dal sondaggio Tamedia/20 Minuti: il 50% risponde sì, il 20% piuttosto sì. I contrari sono il 27%, solo il 3% non si esprime.
La domanda è stata posta nel quadro del dibattito nato dai decessi e dagli omicidi con armi da fuoco e dalla sparatoria a un rave ad Aarau.
Il sostegno è trasversale. Raggiunge il 92% tra i socialisti e l'85% tra i Verdi, ma una chiara maggioranza c'è anche nel Centro (71%) e nel PLR (63%). Solo l'elettorato UDC appare spaccato: 51% favorevoli, 47% contrari.
Marcato il divario tra i sessi: il 78% delle donne chiede regole più severe, contro il 61% degli uomini. Anche l'età conta: il consenso cresce dal 62% tra i 18-34enni al 79% tra gli over 65. In campagna il sostegno è un po' più basso (67%) che in città e negli agglomerati (72%).
Ancora più ampio il consenso su una misura concreta: l'80% ritiene che per acquistare e possedere un'arma dovrebbe essere necessario un certificato psicologico. Lo pensa anche il 71% dei simpatizzanti UDC.
Il sondaggio
Dal 24 al 27 settembre 10'858 persone di tutta la Svizzera hanno partecipato al sondaggio post-voto di 20 Minuti e Tamedia sulle votazioni federali del 27 settembre. Il sondaggio è stato realizzato in collaborazione con LeeWas, che pondera i dati in base a variabili demografiche, geografiche e politiche. Il margine d'errore è di 2,5 punti percentuali.



