Tra casa e auto, spendiamo 1000 franchi in più di un anno fa

In media le famiglie spendono 89 franchi in più ogni mese. Gli aumenti per gli automobilisti non si limitano al pieno di benzina. In Ticino il rincaro più elevato tra mobilità e costi abitativi. L'analisi di Comparis
Abitazione e mobilità pesano sempre di più sui bilanci delle economie domestiche svizzere. Ad agosto 2026 i prezzi nei due settori sono aumentati del 2,4% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, un rincaro tre volte superiore allo 0,8% registrato dall'indice nazionale dei prezzi al consumo (IPC) dell'Ufficio federale di statistica. E nella Svizzera italiana l'incremento annuo raggiunge il 3%.
È quanto emerge dall'indice dei prezzi MAb di Comparis, pubblicato trimestralmente da marzo 2024 in collaborazione con il Centro di ricerca congiunturale (KOF) del Politecnico federale di Zurigo. L'indice misura l'andamento dei prezzi legati ad abitazione e mobilità, due voci che, secondo Comparis, rappresentano in media circa il 40% del budget per i consumi quotidiani di una famiglia svizzera. Sul fronte dell'abitazione vengono considerati, tra gli altri, affitti, energia e mobilia; su quello della mobilità carburanti, automobili e trasporti pubblici.
Auto e casa, oltre 1000 franchi in più in un anno
In termini concreti, Comparis calcola che una famiglia che un anno fa spendeva ogni mese 2’500 franchi per l'affitto, 1’000 per l'auto e 200 per i trasporti pubblici debba ora mettere in conto circa 89 franchi mensili in più. Su un anno l'aumento raggiunge 1’066 franchi per le sole spese di abitazione e mobilità.
A spingere il rincaro sono in particolare i costi legati all'auto. Ad agosto i carburanti costavano mediamente il 17,9% in più rispetto a un anno prima: il gasolio è rincarato del 23,3% e la benzina del 15,8%. Ma gli aumenti non si fermano alla stazione di servizio. Le assicurazioni per veicoli a motore segnano un +7,4% su base annua e un +18,9% nell'arco di cinque anni. Pezzi di ricambio e accessori sono rincarati del 12,6%, mentre manutenzione e riparazioni dell'8,6%. In controtendenza i prezzi delle auto: quelle nuove costano lo 0,8% in meno rispetto a un anno fa, quelle d'occasione l'1,5% in meno.
«Per gli automobilisti non aumentano solo i costi alla pompa. Anche le assicurazioni, i pezzi di ricambio e le riparazioni incidono sempre di più sul budget delle economie domestiche. A causa della situazione geopolitica ancora incerta in Medio Oriente, è improbabile che si verifichi un miglioramento significativo della situazione nel prossimo futuro», afferma Dirk Renkert, esperto Comparis in finanze. Alla luce dei maggiori costi, Renkert consiglia di verificare regolarmente il potenziale di risparmio, in particolare confrontando le tariffe delle assicurazioni per veicoli a motore.
I costi per il riscaldamento impennano
Ancora più marcato è il rincaro dell'olio combustibile, salito del 53,1% in dodici mesi. Nel complesso, l'energia per il riscaldamento - categoria che comprende gas, olio combustibile, legna da ardere e teleriscaldamento - registra un aumento del 17,1%, il secondo più elevato nell'analisi. La legna da ardere costa il 10,8% in più, mentre teleriscaldamento e gas sono diminuiti rispettivamente dello 0,4% e del 3%.
«Attualmente, il tipo di fonte energetica utilizzata per riscaldare un appartamento incide fortemente sull'onere finanziario di un'economia domestica. A breve termine, gli inquilini non possono praticamente influenzare questo aspetto. Ecco perché è ancora più importante ridurre i consumi e, in caso di forti oscillazioni dei costi di riscaldamento, prevedere un margine sufficiente nel budget familiare», raccomanda Renkert.
Dopo l'energia per il riscaldamento, tra gli aumenti più rilevanti figurano le assicurazioni per veicoli a motore (+7,4% rispetto ad agosto 2025), gli altri mobili, tra cui quelli per la camera da letto e il giardino (+3,5%), e gli accessori d'arredo e i tappeti non fissi (+3,1%).
Non tutti i prodotti sono però diventati più cari. La flessione annua più pronunciata riguarda i piccoli elettrodomestici, scesi dell'8,1%. Seguono gli altri beni di consumo per uso domestico (-4,8%), i grandi elettrodomestici (-4,3%), gli utensili a motore per casa e giardino (-3,6%) e l'elettricità (-3%).
L'impatto del rincaro varia inoltre in base al tipo di economia domestica. Negli ultimi dodici mesi l'aumento maggiore nei settori abitazione e mobilità è stato registrato per le coppie con più di 65 anni senza figli: +2,5% su base annua e +0,7% rispetto a maggio 2026. Le persone sole con più di 65 anni risultano invece le meno colpite, con un indice a 114 punti e un rincaro annuo del 2,2%; rispetto a maggio l'aumento è stato dello 0,6%.
Anche il reddito fa la differenza. La fascia media registra l'incremento più marcato, pari al 2,6% in un anno e allo 0,6% rispetto a maggio. Per la fascia di reddito più bassa, invece, i prezzi sono cresciuti del 2,3% su base annua e dello 0,6% nell'ultimo trimestre.
È infine la Svizzera italiana a registrare il rincaro annuo più elevato tra le regioni linguistiche: ad agosto i prezzi di abitazione e mobilità risultavano superiori del 3% rispetto a un anno prima e dello 0,7% rispetto a maggio 2026. Nella Svizzera tedesca e in quella romancia l'aumento annuo è stato invece del 2,4%, il più contenuto, mentre rispetto a tre mesi prima il costo della vita è cresciuto dello 0,6%.



