Sostegno a 26 progetti di ricerca sulla provenienza, nessuno in Ticino

I contributi dell'Ufficio federale della cultura sostengono sia ricerche approfondite sia prime indagini sistematiche
BERNA - L’Ufficio federale della cultura (UFC) ha assegnato per il periodo 2027–2028 aiuti per un totale di circa 1,95 milioni di franchi a 26 progetti di ricerca sulla provenienza di beni culturali, con particolare attenzione a oggetti provenienti da contesti coloniali, archeologici o legati alla spoliazione durante il nazionalsocialismo. I contributi sostengono sia ricerche approfondite sia prime indagini sistematiche, distribuite tra musei, università e fondazioni di tutta la Svizzera.
Dall’elenco dei progetti sostenuti pubblicato dall’UFC, non emergono finanziamenti a iniziative nella Svizzera italiana. Le strutture coinvolte fanno capo infatti a istituzioni di Basilea, Zurigo, Berna, Losanna, Ginevra, San Gallo, La Chaux-de-Fonds, Saint-Imier, Burgdorf, Winterthur, Morat, Romont e Saint-Maurice.
I progetti selezionati riguardano, tra gli altri, il controllo della provenienza di oggetti archeologici acquistati dal museo di Basilea tra il 1970 e il 1989, la ricostruzione delle catene di acquisizione di manufatti delle culture indigene dell’Australia e di oggetti provenienti dal Camerun, così come la verifica di opere d’arte passate di mano durante il periodo nazista in diverse collezioni svizzere. Per alcune collezioni, la ricerca mira a identificare eventuali lacune e a chiarire possibili episodi di spoliazione o di illeciti nel passato.



