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SVIZZERA

Fatture shock per servizi mai richiesti: l’allerta dell’Ufficio federale di cibersicurezza

Le indagini rivelano collegate società internazionali e procedure di recupero crediti che minacciano azioni legali anche in assenza di reali contratti.
Fatture shock per servizi mai richiesti: l’allerta dell’Ufficio federale di cibersicurezza
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Fonte 20min
Fatture shock per servizi mai richiesti: l’allerta dell’Ufficio federale di cibersicurezza
Le indagini rivelano collegate società internazionali e procedure di recupero crediti che minacciano azioni legali anche in assenza di reali contratti.

BERNA - Centinaia di franchi da pagare per un abbonamento che, sostengono, non hanno mai sottoscritto. Sono oltre cento le persone che si sono rivolte alla trasmissione «Kassensturz» di SRF dopo aver ricevuto fatture e solleciti per un presunto abbonamento a Swissnovachat, un servizio di intelligenza artificiale.

A chiedere il pagamento non è soltanto la società che figura nelle fatture. A occuparsi dell'incasso è anche la società svizzera di recupero crediti Letterdata, che in alcuni casi avrebbe minacciato di procedere con un'esecuzione.

Il caso è ora finito nel mirino anche dell'Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS), che ha pubblicato un'allerta su Swissnovachat e Swissnovacare. Secondo l'autorità federale, il modello di business prevede l'invio di richieste di pagamento anche a persone che non avrebbero concluso alcun abbonamento. Nell'impressum del servizio compare, secondo l'UFCS, la società Margot Brands Ltd, con sede a Hong Kong.

Fatture da centinaia di franchi
Le somme richieste possono essere tutt'altro che trascurabili. Un caso riportato in agosto dal «Beobachter» riguarda una 83enne sangallese, alla quale è stato chiesto di pagare 820 franchi entro dieci giorni per un presunto abbonamento online a Margot Brands. La donna ha dichiarato di non conoscere né la società né il servizio.

Nel frattempo, le richieste di pagamento sono arrivate anche attraverso Letterdata, società svizzera di recupero crediti. Il 18 agosto l'UFCS ha segnalato di aver ricevuto numerose segnalazioni da parte della popolazione.

La società di incasso difende però il proprio operato. Il direttore René Weber ha spiegato al «Beobachter» che Letterdata non è tenuta a verificare personalmente ogni singola sottoscrizione. L'azienda, ha affermato, si basa sulle informazioni fornite dal proprio committente, che avrebbe documentato in modo credibile una procedura nella quale il cliente deve dare più volte il proprio consenso affinché il contratto venga concluso.

Letterdata si dice comunque disponibile a verificare i singoli casi contestati.

Come comportarsi
Di fronte a una fattura per un servizio mai richiesto, il consiglio delle autorità è chiaro: non pagare semplicemente per paura di un'azione di recupero, ma contestare la richiesta per iscritto.

L'UFCS raccomanda a chi non ha utilizzato il servizio di opporsi formalmente alla pretesa e di conservare tutte le lettere e le e-mail ricevute. La documentazione può infatti rivelarsi importante qualora la richiesta venga ulteriormente perseguita.

L'indicazione dell'autorità è cambiata rispetto alla prima allerta pubblicata sul caso. Inizialmente il consiglio era di ignorare i messaggi, non cliccare sui link e non effettuare alcun pagamento. Di fronte alle richieste ora inoltrate tramite Letterdata, l'UFCS raccomanda invece espressamente di contestare per iscritto il credito.

La vicenda sarà affrontata anche dalla trasmissione «Kassensturz» di SRF nella puntata di questa sera, martedì 15 settembre, alle 21.10. Le indagini della trasmissione, secondo l'anteprima, conducono fino a Hong Kong.

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