Ricongiungimento familiare: la burocrazia separa bambini e genitori per anni

La critica dell'Osservatorio svizzero per il diritto d’asilo e degli stranieri
La critica dell'Osservatorio svizzero per il diritto d’asilo e degli stranieri
BERNA - Non sono le leggi, ma la lentezza delle procedure a bloccare i ricongiungimenti familiari in Svizzera. Lo sostiene un nuovo rapporto dell'Osservatorio svizzero per il diritto d'asilo e degli stranieri, che punta il dito soprattutto sulle conseguenze per i bambini.
Documenti difficili da ottenere, costi elevati e passaggi di competenza tra le autorità: sono questi gli ostacoli che possono ritardare un ricongiungimento familiare anche di anni. A metterli in fila è il rapporto specialistico pubblicato martedì dall'Osservatorio svizzero per il diritto d'asilo e degli stranieri (SBAA). Nei casi esaminati, le famiglie sono rimaste separate tra i nove e i dieci anni.
Richieste sproporzionate
Il nodo principale è l'ottenimento dei documenti. In un caso, le autorità hanno chiesto a un uomo afghano un certificato di matrimonio autenticato ufficialmente: per procurarselo, l'uomo è tornato di persona in Afghanistan, nonostante la situazione di pericolo.
In un altro caso, un'autorità ha imposto alla famiglia di un rifugiato eritreo di presentare i passaporti. Per ottenerli, i familiari avrebbero dovuto rivolgersi alle autorità dello Stato da cui erano fuggiti, mettendo potenzialmente a rischio il proprio status di rifugiati. Solo dopo una battaglia legale durata due anni si è riconosciuto che quella richiesta era inaccettabile.
Le procedure, inoltre, cambiano a seconda dell'autorità competente. Secondo il rapporto, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) applica criteri meno rigidi rispetto alle autorità cantonali: una differenza che diventa problematica quando la competenza si sposta. Se una persona ottiene un permesso di soggiorno, il dossier passa infatti dalla Confederazione al Cantone e la domanda viene riesaminata con requisiti più severi.
I bambini pagano il prezzo più alto
Sono i bambini a subire maggiormente gli ostacoli procedurali, denuncia la SBAA. Nei casi documentati, le procedure di ricongiungimento familiare sono durate fino a sette anni. Se si sommano le precedenti procedure d'asilo e i tempi di attesa previsti dalla legge, la separazione può arrivare a dieci anni: una fetta consistente dell'infanzia, che spesso i minori trascorrono all'estero in condizioni precarie e senza uno status di soggiorno sicuro.
Da qui le richieste della SBAA: fissare a un anno la durata massima dell'esame delle domande di ricongiungimento familiare e tenere conto in modo coerente delle particolari esigenze di protezione, soprattutto dei minori. Gli obblighi di prova, infine, dovrebbero essere adeguati alle condizioni del Paese d'origine e allo status di protezione delle persone coinvolte.



