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SVIZZERA

Una tassa sull'immigrazione per incentivare la manodopera interna

La commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati propone di completare la clausola di salvaguardia dei Bilaterali III. I proventi sarebbero distribuiti alla popolazione.
Una tassa sull'immigrazione per incentivare la manodopera interna
20 Minuten Agency (simbolica)
Fonte Ats
Una tassa sull'immigrazione per incentivare la manodopera interna
La commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati propone di completare la clausola di salvaguardia dei Bilaterali III. I proventi sarebbero distribuiti alla popolazione.

BERNA - Una tassa d'incentivazione sull'immigrazione per valorizzare la manodopera disponibile in Svizzera. È quanto propone la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati (CIP-S) nell'ambito delle misure nazionali legate al pacchetto Bilaterali III.

Con 7 voti favorevoli, nessun contrario e 6 astensioni, la commissione ha deciso di estendere le misure compensative previste in relazione alla clausola di salvaguardia. La tassa dovrebbe essere applicata alle persone che lavorano come dipendenti e riscossa presso i datori di lavoro. Sarebbero assoggettati al prelievo anche i maggiorenni che si ricongiungono ai propri familiari.

Valorizzare la manodopera nazionale
Secondo la CIP-S, la misura dovrebbe creare incentivi per valorizzare il potenziale della manodopera nazionale. I proventi verrebbero ripartiti tra la popolazione. Una volta attivata la clausola di salvaguardia, la tassa sarebbe prevista anche per i cittadini di Stati terzi.

La commissione chiede inoltre al Consiglio federale di verificare ogni anno, sulla base di indicatori adeguati, l'eventuale presenza di gravi difficoltà di ordine economico o sociale e la necessità di adottare misure per affrontarle.

Più controlli
La CIP-S punta infine su controlli di sicurezza più rigorosi nell'ambito degli obblighi di permesso e di notificazione. Per i cittadini UE dovrà essere verificata l'eventuale presenza di un pericolo per la sicurezza, l'ordine o la sanità pubblici. Per quelli di Stati terzi dovrà invece essere richiesto un estratto del casellario giudiziale del Paese di origine o di provenienza. In presenza di problemi emersi dai controlli, il soggiorno potrà essere negato o limitato.

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