Una tassa sull'immigrazione per incentivare la manodopera interna

La commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati propone di completare la clausola di salvaguardia dei Bilaterali III. I proventi sarebbero distribuiti alla popolazione.
BERNA - Una tassa d'incentivazione sull'immigrazione per valorizzare la manodopera disponibile in Svizzera. È quanto propone la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati (CIP-S) nell'ambito delle misure nazionali legate al pacchetto Bilaterali III.
Con 7 voti favorevoli, nessun contrario e 6 astensioni, la commissione ha deciso di estendere le misure compensative previste in relazione alla clausola di salvaguardia. La tassa dovrebbe essere applicata alle persone che lavorano come dipendenti e riscossa presso i datori di lavoro. Sarebbero assoggettati al prelievo anche i maggiorenni che si ricongiungono ai propri familiari.
Valorizzare la manodopera nazionale
Secondo la CIP-S, la misura dovrebbe creare incentivi per valorizzare il potenziale della manodopera nazionale. I proventi verrebbero ripartiti tra la popolazione. Una volta attivata la clausola di salvaguardia, la tassa sarebbe prevista anche per i cittadini di Stati terzi.
La commissione chiede inoltre al Consiglio federale di verificare ogni anno, sulla base di indicatori adeguati, l'eventuale presenza di gravi difficoltà di ordine economico o sociale e la necessità di adottare misure per affrontarle.
Più controlli
La CIP-S punta infine su controlli di sicurezza più rigorosi nell'ambito degli obblighi di permesso e di notificazione. Per i cittadini UE dovrà essere verificata l'eventuale presenza di un pericolo per la sicurezza, l'ordine o la sanità pubblici. Per quelli di Stati terzi dovrà invece essere richiesto un estratto del casellario giudiziale del Paese di origine o di provenienza. In presenza di problemi emersi dai controlli, il soggiorno potrà essere negato o limitato.



