Spuntano i "ladri di acqua". La siccità fa paura: preoccupati uno svizzero su due

I livelli in calo dei bacini idrici preoccupano la popolazione. Molti si aspettano problemi già dai prossimi anni
SONDAGGIO
AARAU - Non è un caso che la chiamino l'oro blu. Per molto tempo, l’acqua è stata considerata una risorsa scontata in Svizzera. Ma quando questa risorsa inizia a scarseggiare come in questi mesi di siccità, c'è perfino chi si trasforma in ladro d'acqua. È accaduto a Veltheim, comune argoviese di 1600 abitanti: qui a partire da oggi le fontane pubbliche resteranno a secco dopo una serie di prelievi di grandi quantità d'acqua da parte degli abitanti. La decisione arriva dopo che, in più occasioni, dalle fontane sono state prelevate quantità consistenti d'acqua, in alcuni casi utilizzando persino cisterne o pompe sommerse.
Che ci sia preoccupazione per l'attuale situazione idrica lo dimostra anche un sondaggio dell’istituto di ricerca di mercato Marketagent, quasi una persona su due (46%) si dichiara preoccupata per l’approvvigionamento idrico. E c'è chi tra gli esperti sollecita l’adozione di una strategia nazionale per la gestione dell’acqua.
Il sondaggio, condotto internamente tra la fine di luglio e l’inizio di agosto su un campione di 1000 partecipanti, rivela che il 43% considera la situazione attuale problematica. Lo sguardo al futuro è ancora più pessimista: il 60% prevede difficoltà nella disponibilità d’acqua entro i prossimi dieci anni.
Conseguenze per economia ed ecologia
Molti temono gravi ripercussioni sia ecologiche che economiche. Quasi nove intervistati su dieci ritengono probabile che, nei prossimi dieci anni, la scarsità d’acqua aumenti il rischio di incendi boschivi: con l’87%, questa è la conseguenza più temuta. Un numero simile (85%) si aspetta effetti negativi sull’agricoltura, già oggi colpita da perdite nei raccolti.
Anche il rischio per la salute umana dovuto alla carenza di acqua potabile è considerato probabile da oltre la metà degli intervistati (57%). L’accesso ad acqua potabile e di sorgente pulita è visto come il risultato più prezioso raggiunto dalla Svizzera, secondo il 73% degli intervistati, superando persino il sistema educativo e la qualità dell’aria.
Molti sono pronti a risparmiare acqua
La crescente consapevolezza si riflette anche nei comportamenti individuali: l’86% dichiara di prestare almeno un po’ di attenzione al proprio consumo quotidiano d’acqua. Tuttavia, molti faticano a stimare il reale utilizzo: in media, gli intervistati pensano di consumare 79 litri al giorno, sottovalutando di molto il dato reale, che si aggira intorno ai 142 litri quotidiani (secondo l’associazione mantello svizzera per acqua, gas e calore).
Numerosi comuni, oltre a imporre divieti di irrigazione e di utilizzo dell’acqua, hanno spento anche le fontane pubbliche per risparmiare.
In caso di carenza acuta, la popolazione si dichiara disposta ad accettare restrizioni, soprattutto dove l’acqua non è destinata a bisogni essenziali. Un divieto di lavaggio auto sarebbe sostenuto dall’83% degli intervistati, mentre il 79% approverebbe anche il divieto di riempire piscine private.



