Cerca e trova immobili
SVIZZERA

Giovani più felici ma più violenti: ecco spiegato il paradosso

Nonostante il calo nel consumo di sostanze, tra gli adolescenti aumentano gli episodi di aggressività e discriminazione. Un nuovo studio fa chiarezza sul fenomeno.
Giovani più felici ma più violenti: ecco spiegato il paradosso
Tipress
Fonte Tages-Anzeiger
Giovani più felici ma più violenti: ecco spiegato il paradosso
Nonostante il calo nel consumo di sostanze, tra gli adolescenti aumentano gli episodi di aggressività e discriminazione. Un nuovo studio fa chiarezza sul fenomeno.

ZURIGO - La violenza tra i giovani è in forte crescita. A segnalarlo non sono solo i recenti fatti di cronaca in Svizzera, ma anche una nuova indagine condotta dalle università di Zurigo e Friburgo su circa 1'500 ragazzi tra i 15 e i 25 anni, provenienti dalla Romandia e dalla Svizzera tedesca.

Tra le cause individuate dallo studio emergono pregiudizi e atteggiamenti ostili verso le minoranze sociali. In particolare, l’antisemitismo e l’ostilità nei confronti dei musulmani tra i giovani risultano quasi raddoppiati dal 2022.

Diminuisce il consumo di sostanze - A prima vista, lo studio restituisce un quadro in parte positivo. La salute mentale e il benessere sono migliorati dalla fine della pandemia: quasi la metà degli intervistati (47,6%) si definisce felice, contro il 41,8% di quattro anni fa. L’indagine evidenzia anche un netto calo nel consumo delle sostanze più diffuse. Se nel 2022 quasi un terzo dei giovani (31,1%) beveva alcol almeno una volta a settimana, oggi la quota è scesa a circa uno su sette.

I giovani, quindi, bevono sempre meno. Allo stesso tempo, però, cresce il tasso di violenza tra i più giovani. Un andamento simile si registra anche per il consumo di cannabis, diminuito dal 21,8% all’11,5%.

Due fasce di età diverse - Dietro questi dati complessivamente in calo si nasconde però una netta differenza tra fasce d’età. Se tra i 22 e i 25 anni il tasso di violenza è sceso all’1,6%, tra gli adolescenti si osserva una tendenza opposta.

Nel gruppo più giovane, quello dei 15-17 anni, la quota di chi ha esercitato violenza fisica è aumentata negli ultimi anni: dall’11,4% del 2022 al 14,8% attuale.

L’indagine evidenzia inoltre chiare differenze di genere: i giovani uomini dichiarano atti violenti con una frequenza circa doppia rispetto alle giovani donne (9,1% contro 4,6%).

Tanti pregiudizi - Ma quali sono le ragioni di questo aumento? Tra i più giovani, e in particolare tra i maschi, si diffondono sempre più atteggiamenti aggressivi verso le minoranze. La xenofobia tra i 15-17enni è in crescita: da circa il 20% nel 2022 a quasi un terzo (30,7%). A livello nazionale, oltre un terzo dei partecipanti (37,1%) concorda con l’affermazione secondo cui «in Svizzera vivono troppi stranieri».

Anche altri pregiudizi risultano diffusi tra i più giovani: oltre uno su cinque (21%) esprime atteggiamenti omofobi. La svalutazione delle persone transgender, rilevata per la prima volta quest’anno, raggiunge tra i 15-17enni il livello più alto di consenso (37,9%).

«Questi dati non sono casuali» - Secondo l’autore dello studio, Dirk Baier, questi risultati riflettono una dinamica sociale più profonda: «Gli atteggiamenti sempre più negativi sono espressione di una società polarizzata, in cui ostilità e discriminazione stanno tornando socialmente accettabili», ha spiegato al Tages-Anzeiger.

Anche l’ostilità verso i musulmani e l’antisemitismo sono in aumento. Il 15% degli intervistati ritiene che «ai musulmani dovrebbe essere vietata l’immigrazione in Svizzera». Uno su dieci crede che gli ebrei abbiano troppa influenza nel Paese e siano in parte responsabili della loro persecuzione.

La chiave è la prevenzione - Baier avverte: «L’aumento degli atteggiamenti ostili ci preoccupa perché si traduce anche in comportamenti concreti, dalle aggressioni verbali fino a quelle fisiche».

Quasi un intervistato su cinque ritiene che la violenza sia necessaria per difendere valori o credenze. Più di uno su dieci pensa che attentati o rapimenti siano necessari «per lottare per un mondo migliore».

Per gli autori dello studio, la prevenzione è fondamentale. «I risultati mostrano chiaramente che servono maggiori sforzi per ridurre i pregiudizi tra i giovani, ad esempio attraverso programmi di contatto già collaudati», conclude Baier.

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE