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Quando un volo porta un po' troppo lontano: le disavventure più incredibili in aeroporto

Racconti veri di disattenzioni e soluzioni creative che rivelano quanto sia facile incappare in imprevisti che possono rovinare le vacanze
Quando un volo porta un po' troppo lontano: le disavventure più incredibili in aeroporto
Swissport
Fonte 20 Minuten
Quando un volo porta un po' troppo lontano: le disavventure più incredibili in aeroporto
Racconti veri di disattenzioni e soluzioni creative che rivelano quanto sia facile incappare in imprevisti che possono rovinare le vacanze

ZURIGO - Era diventato virale il caso delle due turiste americane che lo scorso ottobre, convinte di volare a Nizza per trascorrere qualche giorno sulla Costa Azzurra, si sono invece ritrovate a Tunisi, accorgendosi dell'errore soltanto una volta atterrate. A causare il clamoroso scambio sarebbe stata l'assonanza tra l'espressione inglese «to Nice» («per Nizza») e Tunisi. Un episodio che ha fatto sorridere, ma che dimostra come anche una piccola distrazione possa trasformare l'inizio delle vacanze in un incubo.

Ogni anno, infatti, sono migliaia i viaggiatori che commettono errori o dimenticanze che rischiano di compromettere il viaggio. Dalla destinazione sbagliata al volo perso per una data confusa, fino al nome errato sul biglietto: all'aeroporto di Zurigo gli addetti di Swissport ne vedono di tutti i colori. Su richiesta di 20 Minuten, Oonagh Williams, responsabile Passenger Departure & Premium Services di Swissport Zurigo, ha raccolto alcuni degli episodi più curiosi vissuti dal personale di terra.

Mombasa o Mumbai? Un errore costoso
È il caso di «un genero che aveva organizzato le vacanze per i suoceri», racconta Williams. Durante la prenotazione, però, ha commesso un errore fatale: «Invece di acquistare due biglietti per Mombasa, in Kenya, ha prenotato un volo per Mumbai, in India». La coppia si è accorta dello sbaglio soltanto durante il viaggio, osservando la mappa sullo schermo di bordo. Non disponendo del visto necessario per entrare in India, i due sono stati costretti a rientrare in Svizzera. Almeno il volo di ritorno è stato effettuato in Business Class.
Il consiglio: prima di partire conviene verificare sempre destinazione, codice aeroportuale, itinerario e requisiti d'ingresso nel Paese.

In ritardo... di un giorno
Non è raro che alcuni passeggeri arrivino al check-in convinti di partire, salvo scoprire che il loro volo è decollato il giorno prima o partirà soltanto la settimana successiva. «Sembra incredibile, eppure succede regolarmente», spiega Williams. Le cause? Date inserite male nel calendario, orari confusi o modifiche del volo passate inosservate.
Il consiglio: controllare regolarmente lo stato del volo, soprattutto se la prenotazione è stata effettuata tramite portali o intermediari.

Smontare le ruote della valigia... non basta
Un episodio che capita spesso di vedere spesso ai desk di imbarco: i passeggeri si presentano al gate con trolley troppo grande per essere portati in cabina. «Una volta - racconta Williams - pur di evitare l'imbarco in stiva, un uomo ha estratto un cacciavite e ha smontato le ruote della valigia». L'espediente ha funzionato: il bagaglio entrava perfettamente nel misuratore. «Peccato che, una volta pesato, risultasse comunque troppo pesante. Alla fine il trolley è stato comunque imbarcato, con relativo supplemento».
Il consiglio: prima di partire è bene verificare peso e dimensioni del bagaglio, ricordando che anche ruote e maniglie vengono conteggiate.

Meglio sudare che pagare un supplemento
Una viaggiatrice, informata al check-in che la sua valigia superava il limite di 23 chilogrammi, ha deciso di indossare diversi capi uno sopra l'altro pur di evitare il sovrapprezzo. La strategia ha funzionato e il bagaglio è rientrato nel peso consentito. «Sembrava più pronta per una spedizione nell'Artico che per una vacanza sul Mediterraneo», racconta Williams.

Errori nei nomi
Durante il check-in per un volo diretto in Australia, il personale ha scoperto che sul biglietto figurava il nome «Silvia Kaufmann», mentre sul passaporto compariva «Silvana Kaufmann». Per la passeggera non era un problema: da anni tutti la chiamavano Silvia. Per la compagnia aerea, invece, conta esclusivamente il nome riportato sul documento di viaggio. La prenotazione è stata corretta, ma solo pagando un supplemento.
Il consiglio: il nome sul biglietto deve corrispondere esattamente a quello presente sul passaporto o sulla carta d'identità.

Flöcki è rimasto a terra
La famiglia Meier aveva organizzato tre settimane di vacanza in Canada insieme al proprio cane, Flöckli. Al check-in, però, è arrivata la doccia fredda: l'animale non poteva partire. Pur avendo preparato il passaporto per animali e le vaccinazioni richieste, mancavano infatti altri documenti necessari e il trasporto del cane non era stato comunicato in tempo alla compagnia aerea. La famiglia è partita comunque, mentre Flöckli ha trascorso le vacanze dai parenti.
Il consiglio: chi viaggia con animali dovrebbe informarsi con largo anticipo sia sulle regole del Paese di destinazione sia su quelle della compagnia aerea.

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