Incontro sì, incontro no: il Bürgenstock resta blindato (e non è chiaro quanto ci costerà)

Il summit fra Usa e Iran avrebbe dovuto tenersi questo venerdì, nel resort di lusso sul Lago dei Quattro Cantoni. La Svizzera intanto ha schierato 2'000 uomini e riservato la struttura. Il DFAE: «Troppo presto per fare delle stime»
Dopo la firma digitale di Trump e dell'Iran all'accordo, per molti era dato per scontato che in Svizzera non ci sarebbe stato alcun summit, ma al massimo un meeting fra le parti
Infatti il presidente iraniano Pezeshkian è stato il primo a sfilarsi dall'evento previsto per questo venerdì al Bürgenstock.
Un incontro che s'aveva da fare
Ancora nella giornata di ieri, però, Berna e il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) hanno voluto ribadire che sì, l'incontro nel resort di ultra-lusso sul Lago dei Quattro Cantoni si sarebbe comunque tenuto. Lo ha fatto rispondendo in tal senso a quotidiani, televisioni e agenzie.
Oltre a “riservare” la struttura, che è di proprietà di un fondo qatariota, per la giornata di faccia a faccia fra Stati Uniti e Iran - compresi anche i mediatori, ma senza il presidente pakistano Sharif che pure ha confermato che non sarebbe stato della partita - sono stati mobilitati 2'000 militi dell'esercito più gli agenti delle Polizie cantonali.
Berna continua i preparativi
Poi ecco il siluro decisivo: nemmeno il vicepresidente Usa J.D. Vance sarebbe volato in Svizzera, anche lui dopo un certo temporeggiare legato alla controparte. L'incontro elvetico odierno è quindi stato definitivamente cassato a poche ore dal suo inizio. Il DFAE, dal canto suo, continua a parlare di «incontro rimandato» e di preparativi «che proseguono».
Quindi il faccia a faccia fra Usa e Iran, in qualche modo, sembra essere ancora sul tavolo. Anche se non è dato sapere se si sblocchera in tempi brevi, o meno brevi.
Insomma forse è ancora presto per parlare di “flop” diplomatico, ma la sensazione diffusa è che l'impegno e la buona volontà della Confederazione non abbiano portato ai frutti sperati. Se il dubbio sull'esito, quindi, resta c'è invece una certezza: lo sforzo logistico e (venalmente) i costi dell'intera operazione.
2'000 soldati schierati che «restano in posizione»
Come confermato in mattinata dal Dipartimento della difesa (DDPS) all'agenzia Keystone-Ats tutti i soldati già schierati per il summit «restano in posizione» fino a nuovo avviso. A questo si aggiungono i costi per la location (che immaginiamo facilmente nell'orbita dei sei zeri).
Solo come termine di paragone, l'incontro di due giorni per la pace in Ucraina (senza la Russia) del 2024 era costato fra i 10 e i 15 milioni di franchi, come confermato dallo stesso Ignazio Cassis.
Visto il prolungarsi dell'incertezza, secondo la CNN legata ai nuovi attacchi israeliani in Libano che non piacciono a Teheran, non è chiaro se - e quanto a lungo - il comprensorio nidvaldese resterà blindato. E questa è un'altra incognita per quanto riguarda il fattore costi.
«Complesso e prematuro parlare dei costi»
Contattato da tio.ch, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) conferma che la questione economica «è estremamente complessa» e che al momento «è troppo presto per poter anche solo parlare dei costi dell'incontro».
Maggiori informazioni potrebbero essere disponibili «nei prossimi giorni e indicativamente nella prossima settimana».
Intanto sulla questione si è occupato anche il consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri che ha già indirizzato al Consiglio federale un'interpellanza sul tema.
Fra le domande sottoposte all'esecutivo federale, oltre a quella dell'effettivo ammontare e della suddivisione dello stesso sui vari attori/ambiti, c'è anche quella della possibilità di ottenere «il rimborso totale o parziale delle spese sostenute dai Paesi richiedenti, dalle delegazioni interessate o da altri soggetti coinvolti».



