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Violenza sugli anziani: una persona su tre colpita per discriminazione legata all'età

In occasione della Giornata internazionale per la consapevolezza degli abusi sugli anziani, si torna a parlare di ageismo, il silenzioso fenomeno di svalutazione dell'anziano che arriva fino alle conseguenze più estreme.
Foto Deposit
Fonte Centro di competenza nazionale Vecchiaia senza violenza
Violenza sugli anziani: una persona su tre colpita per discriminazione legata all'età
In occasione della Giornata internazionale per la consapevolezza degli abusi sugli anziani, si torna a parlare di ageismo, il silenzioso fenomeno di svalutazione dell'anziano che arriva fino alle conseguenze più estreme.

LIEBEFELD - In Svizzera la violenza contro le persone anziane è un fenomeno diffuso, ma spesso invisibile. Secondo il Consiglio federale, ogni anno tra 300’000 e 500’000 persone di età pari o superiore a 60 anni sono vittime di violenza o negligenza. Tra i fattori che alimentano questa realtà vi è l’ageismo, ossia la discriminazione basata sull’età, ancora ampiamente sottovalutata.

Quasi una persona su tre nel Paese afferma di aver subito una forma di discriminazione legata all’età. Nel settore sanitario la percezione di disparità è ancora più marcata: oltre il 30% delle persone sopra i 70 anni ritiene di non essere trattato equamente a causa dell’età. L’ageismo si manifesta spesso in modo sottile, attraverso paternalismo, esclusione o decisioni prese al posto delle persone anziane, e viene frequentemente banalizzato. Le conseguenze, però, sono concrete: riduzione dell’autonomia e limitazione dell’accesso ai diritti. Il legame tra ageismo e violenza è stretto. «La svalutazione delle persone anziane crea un contesto favorevole ad abusi come negligenza, umiliazioni, pressioni o controllo eccessivo» affermano dal Centro di competenza nazionale Vecchiaia senza violenza. «La maggior parte dei casi si verifica nelle relazioni di prossimità - in famiglia, nell’ambiente sociale o nelle strutture di cura, e resta in gran parte sommersa. Vergogna, dipendenza e paura impediscono spesso alle vittime di parlare, contribuendo a mantenere il fenomeno nascosto».

In questo contesto si inserisce il Centro di competenza nazionale Vecchiaia senza Violenza, istituito nel 2022 e oggi principale punto di riferimento in Svizzera per le situazioni di violenza, maltrattamento e discriminazione legata all’età. Le sue attività si articolano in tre ambiti: sensibilizzazione del pubblico e dei professionisti, ascolto e consulenza per le persone interessate, i familiari e gli operatori, e coordinamento con sviluppo delle conoscenze. Il centro offre un servizio di consulenza gratuito, confidenziale e anonimo, accessibile in tutta la Svizzera al numero 0848 00 13 13. Nel 2025 sono stati segnalati 357 casi: «Un dato che conferma l’importanza di un punto di contatto nazionale, ma che rappresenta solo la punta dell’iceberg».

Oltre alla presa in carico dei casi, «il centro dispone di un potenziale significativo per affrontare in modo più mirato l’ageismo. Tra le priorità emergono il rafforzamento della sensibilizzazione sulle discriminazioni legate all’età, un maggiore riconoscimento dell’ageismo come problema strutturale e l’ampliamento delle attività di consulenza su queste tematiche» viene elencato. Il bisogno di intervento resta elevato, «anche perché la discriminazione basata sull’età è ancora poco riconosciuta a livello politico e giuridico in Svizzera».

Il tema sta tuttavia guadagnando attenzione sia a livello politico sia sociale. «La petizione della FARES/VASOS ha evidenziato le lacune nella protezione contro le discriminazioni legate all’età. Parallelamente, nel marzo 2026 la Confederazione ha lanciato il programma «Prevenire la violenza sulle persone anziane» (2026-2030), con l’obiettivo di rafforzare prevenzione e sensibilizzazione. In questo contesto, il ruolo del Centro di competenza nazionale Vecchiaia senza Violenza assume un’importanza sempre più strategica».

Con l’invecchiamento della popolazione, la questione è destinata a diventare sempre più centrale. «Ridurre la violenza contro le persone anziane significa anche affrontare direttamente l’ageismo. Rafforzare sensibilizzazione, ascolto e consulenza resta fondamentale per garantire rispetto, dignità e diritti alle persone anziane in Svizzera» hanno spiegato dal centro.


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