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SVIZZERA

Inflazione in calo in Svizzera: meno cari hotel, ortaggi e olio combustibile

Ancora in salita, intanto, i prezzi di vestiti e voli.
Tipress (archivio)
Fonte Ats
Inflazione in calo in Svizzera: meno cari hotel, ortaggi e olio combustibile
Ancora in salita, intanto, i prezzi di vestiti e voli.
BERNA - Rallenta ancora l'inflazione in Svizzera, pur rimanendo relativamente elevata: in aprile la crescita dei prezzi su base annua si è attestata al +2,6%, a fronte del +2,9% di marzo e al +3,4% di febbraio, che seguiva il +3,3% di gennaio ...

BERNA - Rallenta ancora l'inflazione in Svizzera, pur rimanendo relativamente elevata: in aprile la crescita dei prezzi su base annua si è attestata al +2,6%, a fronte del +2,9% di marzo e al +3,4% di febbraio, che seguiva il +3,3% di gennaio e il +2,8% di dicembre.

Stando ai dati pubblicati oggi dall'Ufficio federale di statistica (UST), nel quarto mese del 2023 l'indice dei prezzi al consumo è rimasto stabile a 106,0 punti. Il rincaro annuo è nella fascia delle aspettative: gli analisti interpellati dall'agenzia Awp scommettevano su valori compresi fra +2,6% e +2,8%. La variazione dei prezzi rispetto a marzo è invece pari a zero (le attese erano comprese fa +0,1% e +0,3%).

Secondo gli esperti dell'UST, la stabilità dei prezzi mensile è il risultato di tendenze opposte che si sono compensate a vicenda. Il costo dei trasporti aerei, dei viaggi forfettari, così come quelli degli indumenti e delle calzature sono aumentati; sono invece diventati meno cari gli alberghi, l'olio di riscaldamento e gli ortaggi.

Negativa ancora sino al marzo 2021, l'inflazione è salita sensibilmente in Svizzera, arrivando a toccare un picco del 3,5% nell'agosto 2022, per poi tornare a calare lievemente e chiudere l'anno scorso con un dato (medio) del 2,8%, il massimo da 30 anni. Visto che non è stata compensata da una crescita degli stipendi nominali, ha comportato nel 2022 per i salariati la perdita di potere d'acquisto più forte dai tempi della Seconda guerra mondiale.

Come noto l'indicatore rimane peraltro ancora nettamente inferiore a quello osservato in altri paesi. A titolo d'esempio il principale partner commerciale elvetico, la Germania, ha visto l'inflazione attestarsi al 7,2% in aprile (dal 7,4% di marzo), mentre in Italia è tornata a salire, all'8,3% (dal 7,6%) e lo stesso è avvenuto nell'intera Eurozona, che segna 7,0% (dal 6,9%). Per avere il dato degli Stati Uniti bisognerà attendere qualche giorno: in marzo era del 4,2%.

Passando ai dettagli relativi all'inflazione elvetica di aprile, nel confronto con febbraio i prezzi dei prodotti indigeni sono diminuiti dello 0,1%, mentre quelli dei prodotti importati sono saliti dello 0,2%. Su base annua i primi segnano +2,6%, i secondi +2,4%. Lo zoccolo dell'inflazione - che nella definizione dell'UST è il rincaro totale senza quello concernente prodotti freschi e stagionali, energia e carburanti - mostra variazioni rispettivamente del +0,2% (mese) e +2,2% (anno).

L'UST calcola anche un indice dei prezzi al consumo armonizzato (IPCA), misurato con la metodologia in uso nell'Unione europea, con l'obiettivo di raffrontare i dati elvetici con quelli delle nazioni comunitarie. Visto da questa prospettiva aprile presenta un rincaro del +0,3% (mese) e del +2,6% (anno).

Come noto l'efficacia dell'indice dei prezzi al consumo nell'illustrare il costo della vita percepito dai consumatori è peraltro spesso al centro di grandi discussioni. Questo è particolarmente vero in Svizzera perché, per motivi metodologici, il tasso calcolato dai funzionari di Neuchâtel non comprende i premi dell'assicurazione malattia di base, un punto di spesa che è spesso in forte progressione nei bilanci delle famiglie elvetiche.

Il rincaro stabilito dall'UST ha una grande importanza in vari ambiti: dalle negoziazioni salariali agli affitti, passando per la fissazione degli alimenti nell'ambito dei divorzi.

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