20min/Simon Glauser
SVIZZERA
08.08.2021 - 09:500
Aggiornamento : 13:30

«Il vaccino per uscire dalla pandemia: non ci sono altre vie»

Il presidente di Economiesuisse ritiene che le autorità federali si facciano troppi scrupoli sui diritti individuali

La federazione delle imprese sta pensando di lanciare una campagna a favore della vaccinazione

ZURIGO - Le autorità federali si fanno troppi scrupoli riguardo ai diritti individuali dei cittadini in materia di vaccinazione anti-Covid: ne è convinto il presidente di Economiesuisse Christoph Mäder. «Non capisco come si sia arrivati a questa discussione generalizzata sulla ragionevolezza della vaccinazione» afferma il 62enne in un'intervista pubblicata oggi dal SonntagsBlick. «La questione è diventata una sorta di guerra di religione. Dobbiamo contrastare questa situazione e dire chiaramente: la vaccinazione è la via maestra per uscire dalla pandemia, non ce ne sono altre».

A convincere la popolazione devono essere in primo luogo la Confederazione, i cantoni e i datori di lavoro, si dice convinto il giurista con trascorsi presso Novartis e soprattutto Syngenta. «Però la Confederazione sta avendo troppo riguardo nei confronti delle remore relative alla libertà individuale e ai diritti umani. Anche per me questi valori sono importanti. Ma in una crisi del genere è chiaro che la vaccinazione è l'unica reazione giusta. Questo la Confederazione lo deve propagandare con la forza necessaria e lo deve sottolineare ancora più intensamente».

Anche Economiesuisse potrebbe lanciare una grande campagna. «Il tema viene effettivamente trattato» spiega il presidente (dall'ottobre 2020) della federazione delle imprese elvetiche. Riguardo a un possibile obbligo di vaccinazione sul posto di lavoro, Mäder ritiene che vi siano ambiti «in cui questo dovrebbe essere esaminato molto attentamente e probabilmente potrebbe essere introdotto». Si dovrebbe affrontare la questione soprattutto negli ospedali e nelle case di cura. Il membro di consigli di amministrazione di varie società, fra cui Lonza (che produce vaccini), è anche a favore di un uso più ampio del certificato Covid. «Dobbiamo parlare di restrizioni di accesso, soprattutto per eventi, ristoranti e centri fitness».

Nel frattempo però Mäder è critico riguardo ai tempi del ritorno alla normalità scelti dal governo. «Le riaperture devono orientarsi alla situazione di rischio. Il numero delle ospedalizzazioni è molto basso, quindi adesso sarebbero possibili ulteriori allentamenti. Non conosco le basi di decisione del Consiglio federale, ma con la situazione attuale devono arrivare ulteriori aperture. Uno stop fino a nuovo avviso sarebbe la via sbagliata» conclude.

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