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15.03.2021 - 10:370
Aggiornamento : 13:41

Da oggi test di massa e fai da te, ma non ci sono kit

Bisognerà aspettare il mese prossimo per i test fai da te. In Ticino la situazione per le aziende non è chiara

BERNA - Da oggi in Svizzera anche chi non presenta sintomi può sottoporsi gratuitamente a un test rapido del coronavirus. Nelle intenzioni del Consiglio federale questa nuova strategia, che costerà oltre un miliardo di franchi, dovrebbe favorire un allentamento delle misure attualmente in vigore per contenere la pandemia.

Il test per viaggiare si paga
La Confederazione coprirà dunque i costi dei test rapidi oltre che di quelli PCR in tutte le strutture certificate. Bisognerà invece continuare a pagare i tamponi richiesti per entrare in un altro Paese.

Cinque test al mese, ma non ci sono
Si avvicina anche il momento in cui gli svizzeri potranno scoprire da soli se sono stati contagiati dal Covid-19 o meno. Non appena l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), probabilmente il mese prossimo, metterà in commercio i test fai da te, ogni persona ne potrà ottenere, gratis, cinque al mese in farmacia.

In Ticino mancano kit per le aziende
Dal canto loro, istituzioni, aziende e scuole sono invitate a condurre test di massa al loro interno. In Ticino però, come ha confermato ieri alla RSI il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi, bisognerà pazientare perché al momento mancano i kit da distribuire alle imprese interessate. Nelle scuole si proseguirà a effettuare test su larga scala solo in caso di un possibile focolaio.

Venerdì le decisioni
Con l'aumento di queste misure preventive che dovrebbero permettere di scovare precocemente i focolai locali, il Consiglio federale intende spianare la strada alla graduale riapertura delle attività sociali ed economiche. Verrà reso noto venerdì se la prossima tappa prenderà avvio già dal 22 marzo. Facilitando l'accesso ai test, come detto in fase di presentazione della novità dieci giorni fa, il Governo spera che si possa tornare a breve a una sorta di normalità. Fondamentale sarà pure lo sviluppo della campagna di vaccinazioni, altro pilastro della strategia di Berna.

Pericolo false sicurezze
L'offensiva a livello di test mira in particolare a impedire l'esplosione dei casi legati alle varianti del coronavirus. Consentirà anche di identificare meglio i cosiddetti punti ciechi nel processo di infezione. Tuttavia, è sbagliato pensare che si tratti di un rimedio universale, dato che questo modo di procedere comporta pure una serie di rischi.
In primis, come sottolineato dal Consiglio federale, il risultato del test è solo un'istantanea. Inoltre, i tamponi PCR hanno un grado di affidabilità che gli altri tipi di esame non sono in grado di raggiungere e garantire. In sostanza, un esito negativo non deve portare a false sicurezze, né men che meno a comportamenti irragionevoli.
Stando al ministro della sanità Alain Berset, uno degli obiettivi per il futuro è che il 40% della popolazione "mobile" in aziende, scuole e università sia regolarmente testata. Ciò ora è fattibile grazie alla capacità sufficiente disponibile nei laboratori, cosa impensabile un anno fa all'inizio dell'emergenza Covid.

Grigioni cantone pioniere
A lungo, presentare sintomi è stata una condizione di base per poter svolgere un test del coronavirus gratis. Sul finire dello scorso anno l'esecutivo ha iniziato ad allentare i criteri e da fine gennaio le autorità stanno esortando la popolazione a lasciarsi testare più spesso, indipendentemente dal proprio stato di salute. Ora, assumendosi la totalità dei costi, la Confederazione introduce un ulteriore incentivo. Il governo ha agito sull'onda del successo dei test di massa nei Grigioni, cantone pioniere sotto questo aspetto nella lotta alla pandemia. In seguito, sempre più cantoni hanno intensificato i loro sforzi nella messa a punto di esami preventivi su ampia scala, presentando all'UFSP i relativi concetti.

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