«Gli Slam sono il motore per i tennisti»

L'americano Mackenzie McDonald ha parlato dei ricavi troppo bassi per i tennisti nei quattro Major stagionali
L'americano Mackenzie McDonald ha parlato dei ricavi troppo bassi per i tennisti nei quattro Major stagionali
NEW YORK - Il tema dei compensi agli Slam torna spesso d'attualità. I tennisti chiedano che i compensi per loro sia pari al 22% degli introiti totali dei tornei, mentre oggi la quota è ferma circa al 15%. Il primo turno agli Us Open vale 140mila dollari: una cifra molto appetitosa e che può spingere anche giocatori claudicanti o infortunati a scendere in campo pur di garantirsi un’entrata fondamentale.
A raccontare infatti la situazione difficile che vivino molti tennisti all'interno del circuito è lo statunitense Mackenzie McDonald. «Conosco diversi giocatori che in questo momento sono seriamente infortunati, ma so che si presenteranno allo US Open e scenderanno in campo per assicurarsi di guadagnare qualcosa, perché hanno i conti da pagare - ha detto l'attuale numero 146 al mondo al Guardian, fermatosi al terzo turno delle qualificazioni - Vogliono prendersi un appartamento e pagare il loro team: allenatore, fisioterapista, preparatore atletico. I tornei del Grande Slam sono il motore che permette loro di vivere e devono sfruttarlo al meglio. È la differenza tra tirare avanti e vivere davvero di tennis. Questo è ciò che è in gioco per alcune persone».
Un infortunio? Una catastrofe... «La parte più dura è che quando ti infortuni non guadagni soldi e allo stesso tempo perdi posizioni nel ranking, cosa che limita anche la tua possibilità di competere in futuro. So per certo che lo scorso anno soltanto 88 giocatori hanno guadagnato un milione di dollari. Ma questa è una cifra al lordo delle tasse e prima di tutte le spese, che sono molto significative, visto che ci sono i fisioterapisti, gli allenatori e tutto lo staff da pagare. Come giocatori, siamo un asset sottovalutato rispetto alla quantità di tempo televisivo che garantiamo alle emittenti e ai ricavi che generiamo per gli operatori delle scommesse».




