«Marquez? Fosse stato Alcaraz, si sarebbe dovuto ritirare dal tennis»

Il chirurgo che ha seguito Marquez ha descritto in modo accurato lo stato di salute del suo assistito
Il chirurgo che ha seguito Marquez ha descritto in modo accurato lo stato di salute del suo assistito
MADRID - La recente foto pubblicata da Marc Marquez la dice lunga sulle condizioni in cui il pilota si ritrova a competere. Le sette operazioni subite, l'ultima in seguito all'incidente con Bezzecchi avvenuto il 5 ottobre 2025 durante il primo giro del Gran Premio d'Indonesia a Mandalika, hanno decisamente lasciato il segno. A spiegare la situazione è stato il chirurgo Samuel Antuña, che ha sempre seguito da vicino il nove volte campione del mondo.
«Quando si verifica uno squilibrio come quello di Marc, con numerosi interventi chirurgici in quella zona, i muscoli vengono compressi seriamente e non funzionano come quelli del braccio sinistro. Ormai tutti se ne sono accorti, ha un dorsale forte ma meccanicamente alterato e il suo problema più grande è la perdita di forza del bicipite», ha spiegato il medico a El Periodico.
Il braccio destro sente dunque il peso delle operazioni degli ultimi anni... «Prima dell’incidente dell’Indonesia era tutto ben bilanciato. Non perfetto, ma ben bilanciato. Dopo Mandalika si è sbilanciato: Marc fa fatica a giocare a padel e questo dice tutto. Fosse stato Alcaraz, si sarebbe dovuto ritirare dal tennis professionistico. Quantificare con precisione la forza del braccio di Marc… Quel braccio è molto limitato in termini di forza, soprattutto al bicipite. Credo che l’espressione "Marc corre con un braccio e mezzo" descriva accuratamente le attuali condizioni del suo braccio destro. Se ci sono margini di miglioramento? Sì, c'è margine... L’ultimo intervento risale a tre mesi fa e il bicipite continuerà a migliorare, ma non così velocemente come quando aveva 22 anni».





