Un Mondiale di sci quasi ogni anno? Swiss-Ski apre, l’Austria dice no

La FIS punta in futuro organizzare un Mondiale di sci ogni anno non olimpico. Swiss-Ski vede delle opportunità, mentre l’ÖSV mette in guardia contro una «progressiva svalutazione».
La FIS punta in futuro organizzare un Mondiale di sci ogni anno non olimpico. Swiss-Ski vede delle opportunità, mentre l’ÖSV mette in guardia contro una «progressiva svalutazione».
BERNA - La Federazione Internazionale di Sci e Snowboard (FIS) punta a organizzare in futuro un Mondiale ogni anno, fatta eccezione per le stagioni olimpiche. Pochi giorni fa, a Thun, il Consiglio FIS ha espresso l’intenzione di introdurre il nuovo "ritmo" a partire dal 2032, eventualmente già dal 2028. Attualmente i Mondiali si disputano ogni due anni, nelle annate dispari.
Il presidente della FIS Alexander Ospelt ha difeso il progetto martedì in un’intervista all’ORF. Secondo il 58enne del Liechtenstein, un titolo mondiale ha un peso anche dal punto di vista finanziario per gli atleti, mentre la nuova formula potrebbe offrire nuovi obiettivi ai Paesi più piccoli. Ospelt ha inoltre sottolineato la possibilità di aprirsi maggiormente a mercati come Cina, Giappone e Corea del Sud. L’obiettivo sarebbe quello di inserire stabilmente il Mondiale a inizio febbraio, all’interno di un calendario di Coppa del Mondo pianificato sul lungo periodo.
Swiss-Ski si mostra sostanzialmente aperta alla proposta. «L’idea è assolutamente da valutare», ha dichiarato al "Blick" il co-CEO Diego Züger, che intravede un’opportunità nel progetto. Il dirigente sottolinea che, nell’arco di quattro anni, si tratterebbe di aggiungere un solo Mondiale, non di raddoppiarne il numero. Per Züger, tuttavia, il cambiamento dovrebbe rientrare in una revisione complessiva del calendario, compresa la Coppa del Mondo, così da proporre un pacchetto attrattivo per sponsor e detentori dei diritti televisivi.
Di segno opposto la reazione dell’Österreichischer Skiverband (ÖSV), che ha criticato anche il modo in cui sono stati comunicati i piani. La federazione austriaca ritiene che il modello non sia sensato «dal punto di vista sportivo e strategico» e teme un’«inflazione» dei grandi appuntamenti, con una «progressiva svalutazione del valore sportivo» dei Mondiali. Secondo l’ÖSV, ne risentirebbero anche l’importanza delle singole stagioni e quella delle gare di Coppa del Mondo.





