Sentirsi un costo

Il valore dello scambio tra generazioni oltre i numeri dei bilanci sociali.
Il valore dello scambio tra generazioni oltre i numeri dei bilanci sociali.
C'è una parola che, mi sembra, accompagna sempre più spesso sia i giovani sia gli anziani quando se ne parla in pubblico. La parola è costo.
Degli anziani si dice che pesano sull'AVS e sulla cassa malati. Dei giovani, che pagheranno le pensioni degli altri senza sapere se ne avranno una, e che a volte costano già oggi: un posto di tirocinio da trovare, una formazione da sostenere, un primo lavoro che non arriva. Sono discorsi che nascono da problemi veri, e i conti vanno fatti. Ma credo che, a forza di ripeterli, qualcosa passi anche a chi li ascolta. Un pensionato può cominciare a sentirsi di troppo. Un ragazzo di vent'anni può convincersi che il suo posto nel mondo sia una voce di spesa. Sono sensazioni che non si dicono, perché sembrano esagerate o ingrate. Eppure restano.
A dicembre arriva per la prima volta la tredicesima rendita AVS. Su una parte del suo finanziamento si voterà il 29 novembre, e ognuno si farà la sua idea. Qui vorrei guardare a un'altra cosa, che nei conti non compare.
Mi colpisce che, quando si parla di generazioni, si finisca quasi sempre a parlare di chi paga e di chi riceve. Come se tra giovani e anziani ci fosse soltanto un conto da regolare. Eppure a un giovane serve anche sapere che qualcuno è disposto a scommettere su di lui. E a un anziano serve sentire che non è soltanto qualcuno che riceve, ma che ha ancora qualcosa da dare. Credo che entrambe le generazioni ne abbiano bisogno, più di quanto lo dicano.
Per molte persone, del resto, la tredicesima non sarà un di più. Servirà per l'affitto, per il dentista, per le bollette dell'inverno. Non c'è nulla di cui doversi giustificare. Un legame tra generazioni non può reggersi sul senso di colpa.
Nelle famiglie questo legame esiste da sempre, senza leggi né comunicati. Ci sono nonni che tengono i nipoti il mercoledì pomeriggio, che aiutano a pagare la patente o un corso. E nipoti che sistemano il telefono, che accompagnano a una visita, che spiegano come si prenota online. Nessuno, in quei momenti, si sente un costo. Ci si sente utili gli uni agli altri. Forse il punto è che questo scambio di tutti i giorni entra di rado nel modo in cui ne parla la politica.
Una strada possibile sarebbe dare più spazio a questo scambio anche fuori casa. Le aziende potrebbero valutare di coinvolgere professionisti in pensione per accompagnare gli apprendisti nei primi mesi, che sono i più delicati. Comuni e associazioni potrebbero creare occasioni in cui giovani e anziani fanno qualcosa insieme, invece di sentirsi raccontare gli uni contro gli altri. Sono idee da discutere. Vanno però in una direzione precisa: guardare alle generazioni come a una risorsa reciproca.
I conti dell'AVS resteranno un tema serio, ed è giusto così. Ma una comunità non si misura solo in franchi. Si misura anche da quanto le persone, a vent'anni come a ottant'anni, sentono di contare qualcosa.




