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I RACCONTI DELLA F1

George Russell, il campione che non c'è: quel 1. novembre da dimenticare

Antonelli festeggia il Mondiale, Russell lascia il circuito senza parlare. E la FIA presenta il conto: 5'000 euro.
George Russell, il campione che non c'è: quel 1. novembre da dimenticare
George Russell, il campione che non c'è: quel 1. novembre da dimenticare
IMAGO / PsnewZ
George Russell, il campione che non c'è: quel 1. novembre da dimenticare
Antonelli festeggia il Mondiale, Russell lascia il circuito senza parlare. E la FIA presenta il conto: 5'000 euro.
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CITTÀ DEL MESSICO - Oggi il mio pensiero non va al vincitore. Va allo sconfitto. A colui che, alla prima gara della stagione 2026, era convinto che finalmente sarebbe arrivato il suo momento. L'anno della consacrazione, quello in cui dimostrare a tutti di essere pronto per qualcosa di grande. E invece, per George Russell, il 2026 si è trasformato in un vero e proprio anno horribilis.

Talento puro, eleganza infinita, uno stile che pochi in Formula 1 possono permettersi. Ma attenzione: quando cala la visiera, il britannico diventa un altro uomo. Uno di quelli che viaggiano oltre i 300 km all'ora, che non chiedono permesso e che hanno fame di vittorie. Un pilota vero, un superuomo di questa Formula 1.

E allora sì, amici, oggi ne "I Racconti della F1", in barba a chi segue soltanto l'onda della cronaca e celebra il nuovo campione del mondo, io svolto decisamente dalla parte opposta. Oggi vi voglio raccontare George. E quel maledetto 1. novembre 2026.

Mentre nel box Mercedes esplodeva la festa per il trionfo di Andrea Kimi Antonelli, diventato a vent'anni il più giovane campione del mondo nella storia della Formula 1, dall'altra parte del garage andava in scena una domenica da dimenticare.

Russell partiva dalla prima fila, ma la sua gara si è complicata subito: partenza sbagliata, contatto con la Red Bull di Isack Hadjar alla curva 6 e dieci secondi di penalità. Risultato? Un anonimo sesto posto, proprio nel giorno in cui il suo compagno di squadra si prendeva il mondo.

E qui arriva il finale che fa discutere. George ha lasciato il circuito senza presentarsi agli impegni con i media e alle interviste televisive post-gara. Una scelta che non è passata inosservata e che gli è costata una multa di 5'000 euro inflitta dalla FIA per la mancata partecipazione agli obblighi mediatici.

Certo, perdere non piace a nessuno. Perdere mentre il tuo compagno festeggia il titolo deve essere ancora più difficile. Ma in Formula 1 la grandezza di un pilota si misura anche quando le cose vanno male. Soprattutto quando vanno male.

E allora, George, la domanda è una sola: saprai rialzarti da questo colpo? Perché il talento non si discute. Ma adesso serve dimostrarlo anche lontano dal cronometro.

Perché Antonelli ha appena conquistato il mondo. Ma la storia di Russell, forse, è appena arrivata al suo momento più difficile.

Nel weekend Interlagos si prepara a incoronare il suo nuovo idolo. Un murales gigante celebra Senna, le strutture della pista sono state completamente stravolte e modernizzate, il popolo brasiliano sogna e quel numero 12 accende emozioni impossibili da spiegare. Kimi, il Brasile ti aspetta: piede giù, visiera abbassata e vai a prenderti la storia nella terra di Ayrton.

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