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Rivoluzione silenziosa in Ticino? Ecco chi sono gli Indipendenti

Stretto riserbo sui nomi all'interno del nuovo gruppo politico. Obiettivo: superare i vincoli partitici per collaborare su obiettivi istituzionali condivisi in vista delle elezioni 2027.
Rivoluzione silenziosa in Ticino? Ecco chi sono gli Indipendenti
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Rivoluzione silenziosa in Ticino? Ecco chi sono gli Indipendenti
Stretto riserbo sui nomi all'interno del nuovo gruppo politico. Obiettivo: superare i vincoli partitici per collaborare su obiettivi istituzionali condivisi in vista delle elezioni 2027.

LUGANO - Una nuova realtà si affaccia sulla scena politica ticinese, con lo sguardo già rivolto alle elezioni cantonali del 2027. Si chiama "Indipendenti" e si presenta come un gruppo politico, non un partito, che riunisce persone provenienti da esperienze e sensibilità diverse attorno a un obiettivo comune: rafforzare l'autonomia decisionale dei Comuni e ridurre la distanza tra cittadini e istituzioni.

Ma come funziona una formazione senza una linea politica vincolante su tutti i temi? Chi ne fa parte? E soprattutto, quali sono le ambizioni elettorali di questo nuovo soggetto politico? Ne abbiamo parlato con il portavoce Roberto Caruso, che ci ha spiegato nel dettaglio la filosofia del movimento, le sue priorità e i prossimi passi in vista dell'appuntamento elettorale del 2027.

Indipendenti: un partito, un movimento...
«È un gruppo politico, non un partito. Questa è una differenza sostanziale. Abbiamo un'organizzazione orizzontale, senza una figura dirigente. Ci unisce un obiettivo istituzionale preciso, non un'ideologia generale vincolante. Ogni persona conserva le proprie convinzioni politiche, nel rispetto di alcuni principi fondamentali condivisi».

In un Ticino già politicamente abbastanza "variegato" c'era veramente bisogno di una nuova realtà politica?
«Riteniamo che oggi ci sia una scollatura tra chi prende le decisioni e chi ne vive le conseguenze. Vogliamo contribuire a ridurla, rafforzando progressivamente l'autonomia decisionale dei Comuni e ricostruendo un rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Non si tratta di sostituirci alle forze politiche esistenti, ma di portare avanti un obiettivo istituzionale preciso, sul quale cercare la collaborazione di tutti».

In molti pensano che l'attuale Governo sia da ripensare da zero. Cosa ne pensa Indipendenti?
«Le istituzioni e la politica costituiscono un sistema complesso, il cui funzionamento dipende dalle relazioni tra le diverse parti, non soltanto dalle persone che ne fanno parte. L'attuale situazione è il risultato di queste interazioni. Non pensiamo quindi che basti cambiare le persone o rifare da zero il Governo. Ci interessa soprattutto migliorare il funzionamento delle istituzioni, riesaminando la ripartizione delle competenze tra Cantone e Comuni e avvicinando le decisioni ai cittadini».

La volontà di muoversi verso un obiettivo comune mantenendo ciascuno la prima identità... Era troppo difficile mettere d'accordo personalità confluite da diversi partiti?
«Non siamo nati perché non riuscivamo a metterci d'accordo su un programma. Abbiamo scelto consapevolmente di condividere un obiettivo istituzionale, senza vincolarci a una linea politica generale. È una distinzione importante: sulle questioni che non riguardano il nostro obiettivo comune, ciascuno mantiene la propria autonomia di giudizio e risponde personalmente delle proprie scelte».

«Ognuno sé stesso, tutti per un obiettivo»... Un motto da moschettieri del nuovo millennio. Possiamo esplicare meglio quale sarà questo obiettivo?
«Vogliamo riesaminare la ripartizione delle competenze tra Cantone e Comuni, affinché le decisioni siano assunte al livello più vicino ai cittadini che sia realmente in grado di assumersene la responsabilità. Naturalmente, le competenze devono essere accompagnate da risorse adeguate. Dove necessario, occorrono la collaborazione tra Comuni o l'intervento del Cantone. Intendiamo procedere gradualmente, attraverso modifiche legislative mirate».

Qualche nome non me lo vuole proprio fare? So ad esempio che tra i tanti c'è Christian Fini, che di recente ha lasciato il PLR.
«Il nostro progetto è aperto anche a persone che hanno avuto esperienze in altri partiti, purché condividano i nostri principi fondamentali e non mantengano contemporaneamente un'appartenenza partitica. Abbiamo scelto di presentarci pubblicamente prima di definire le liste anche per permettere ad altre persone interessate di avvicinarsi al progetto. Partecipare agli Indipendenti, naturalmente, non significa necessariamente candidarsi».

So che ci saranno sorprese, con l'annuncio di personalità di spicco. Correranno quindi per le prossime elezioni? Quando potremo vedere le liste dei candidati?
«Distinguerei la notorietà dal valore delle persone. Il valore degli Indipendenti nasce anche dalla possibilità di riunire esperienze, competenze e sensibilità politiche diverse attorno a un obiettivo comune. Intendiamo presentarci alle elezioni cantonali del 2027, sia per il Gran Consiglio sia per il Consiglio di Stato. Comprendo la curiosità, ma i nomi dei candidati e le "sorprese" saranno resi pubblici quando le liste saranno definite».

Vuole aggiungere altro?
«Mi permetta un'ultima considerazione. Il nostro obiettivo comune non riguarda un singolo settore della politica, ma attraversa ambiti fondamentali come la sanità, la scuola, la fiscalità, il territorio e i servizi alla popolazione. In ciascuno di questi ambiti si pone la stessa domanda: a quale livello istituzionale è più opportuno prendere le decisioni, con quali competenze e con quali risorse? È su questo che gli Indipendenti condividono un impegno preciso. Possiamo avere opinioni diverse sulle singole politiche, ma lavorare insieme per avvicinare le decisioni ai cittadini e rafforzare la responsabilità di chi le assume».


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