Dopo la lettera shock licenziato il direttore di GastroSos

Il presidente di GastroTicino: «Le verifiche sulle mance sono ancora in corso».
LUGANO - Il direttore di GastroSos non è più tale. Dopo la lettera anonima (da noi pubblicata) che riferiva di una lunga lista di problematiche interne, GastroTicino e l'Ufficio delle misure attive hanno effettuato delle verifiche che hanno portato ad interrompere il rapporto di lavoro con il responsabile del programma occupazionale.
A confermarlo a Tio è lo stesso presidente di GastroTicino, Massimo Suter, che precisa come la separazione sia avvenuta «in maniera bilaterale» e nel rispetto dei normali termini di disdetta, non con un «licenziamento in tronco». Una decisione comunque significativa, arrivata mentre gli accertamenti interni non sono ancora conclusi.
Le accuse e l'apertura delle verifiche
La vicenda era emersa tramite una lettera indirizzata alla direzione di GastroTicino e all'Ufficio delle misure attive. Lo scritto, apparentemente firmato da diversi partecipanti al programma occupazionale GastroSos, denunciava un clima lavorativo problematico, presunti abusi di potere e possibili favoritismi nelle assunzioni e nella gestione del personale.
Particolarmente delicata era la questione delle mance. Secondo quanto sostenuto dagli autori della segnalazione, per circa una decina di anni queste sarebbero finite nelle tasche di una singola persona, prima che, in seguito alle rimostranze di alcuni collaboratori, venissero registrate e contabilizzate attraverso il sistema di cassa.
«Il rapporto di lavoro è stato interrotto»
A due settimane di distanza, qualcosa si è mosso. Contattato nuovamente, Suter conferma che il direttore non è più in carica. «Non è un segreto che il rapporto di lavoro sia stato interrotto», afferma il presidente di GastroTicino.
Alla domanda se si sia trattato di dimissioni spontanee oppure di una decisione dell'associazione, Suter non entra nei dettagli, ma parla di una conclusione raggiunta «bilateralmente e nei termini di disdetta».
Il presidente di GastroTicino evita di fornire ulteriori informazioni, richiamando la necessità di tutelare i dati personali e la persona coinvolta.
Il nodo delle mance: «Non vi è stato un procedere chiaro»
Suter spiega che gli accertamenti sono tuttora in corso, «specialmente per quanto riguarda la questione delle mance», che definisce l'aspetto più importante della vicenda.
Un primo elemento, tuttavia, sembra essere chiaro. «È stato confermato in un certo senso che non vi è un procedere chiaro», riferisce il presidente. «Non traiamo conclusioni. Non diciamo che si sia trattato di sottrazione o di appropriazione indebita», sottolinea Suter. La questione è ancora oggetto di approfondimenti.
«Non potevamo far finta di niente»
Pur mantenendo il riserbo sui provvedimenti, Suter lascia intendere che GastroTicino non poteva ignorare quanto segnalato. «Chiaramente non potevamo far finta di niente».
Quanto alle altre contestazioni contenute nella lettera, Suter le considera meno rilevanti, senza fornire indicazioni precise sull'esito delle relative verifiche.



