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ARON PIEZZI

Scuola e salute: il silenzio imbarazzante del Consiglio di Stato

Aron Piezzi, deputato PLR
Scuola e salute: il silenzio imbarazzante del Consiglio di Stato
Ti-Press
Fonte ARON PIEZZI
Scuola e salute: il silenzio imbarazzante del Consiglio di Stato
Aron Piezzi, deputato PLR

Oltre un anno di silenzio. Tanto è passato dalla mia interrogazione parlamentare “ADHD: eccesso di cure o carenza di trattamento?”, che ho inoltrato nell'agosto del 2025 unitamente ai miei colleghi Tiziano Zanetti, Diana Tenconi e Paolo Ortelli. Nonostante i termini legali fissati a 60 giorni dalla Legge sul Gran Consiglio e a ripetuti solleciti, dal Consiglio di Stato non è giunta alcuna risposta. Un vuoto istituzionale preoccupante, che non calpesta solo le prerogative del Parlamento, ma lascia senza risposte docenti, famiglie e allievi ticinesi su un tema estremamente delicato.

Il nucleo dell'atto parlamentare poggia su dati oggettivi emersi dall'Osservatorio svizzero della salute. In Ticino, la somministrazione di medicamenti per il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), come il Ritalin, è drasticamente inferiore rispetto al resto della Svizzera: sette volte in meno rispetto a Basilea Città per gli adulti, mentre per i bambini il nostro Cantone è il fanalino di coda nazionale, con appena 2,2 dosi giornaliere ogni mille abitanti contro le 17,4 di Neuchâtel.

Di fronte a una sproporzione così netta tra il nord e il sud delle Alpi, le domande sorgono spontanee: siamo di fronte a un lodevole approccio restrittivo contro la sovra-medicalizzazione dell'infanzia, oppure a una preoccupante carenza di diagnosi e trattamenti che lascia le famiglie abbandonate a se stesse? E quali sono le ripercussioni concrete di questa realtà sulla conduzione quotidiana delle classi e sul lavoro dei docenti, già confrontati con un carico educativo e pedagogico sempre più pesante?

L'interrogazione mirava a far chiarezza proprio su questo, chiedendo al Consiglio di Stato di delineare il quadro della situazione e di illustrare la collaborazione sul campo tra il Dipartimento della sanità e della socialità e il Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport. Capire come vengono accompagnati gli allievi e quale impatto abbia la presenza o l'assenza di terapie farmacologiche sull'equilibrio delle classi è fondamentale per la scuola di oggi.

La mancata risposta del Governo a distanza di quattordici mesi non è solo una violazione procedurale. È il sintomo di una preoccupante reticenza a prendere posizione su un dossier dove la salute pubblica si incrocia con la gestione della scuola obbligatoria.

Il diritto di controllo e di iniziativa del Parlamento non può essere neutralizzato dalle lungaggini o dai presunti imbarazzi dei dipartimenti. Su temi che toccano il benessere dei minorenni e la sostenibilità del lavoro dei docenti, esigiamo trasparenza. La scuola e le famiglie ticinesi meritano che il Consiglio di Stato esca finalmente dal suo silenzio.


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