«Sì a imposte eque anche per i coniugi»

Moreno Colombo, presidente UDC Morbio Inferiore
L’8 marzo 2026 la popolazione si è espressa favorevolmente alla tassazione individuale: complessa, costosa e ingiusta.
Qui di seguito la mia posizione in merito alla tassazione individuale:
Indebolisce le famiglie, svaluta il lavoro di cura non retribuito e grava sulla classe media. A trarne vantaggio sono le coppie con doppio reddito.
Con la tassazione individuale, il matrimonio viene considerato come una comunità economica e di vita.
Le coppie sposate vengono trattate come persone divorziate.
Ciascun coniuge deve presentare una propria dichiarazione dei redditi e della sostanza; il patrimonio, i debiti, le deduzioni, gli assegni familiari o le prestazioni complementari vengono suddivisi artificialmente.
Particolarmente penalizzate dalla riforma sono le famiglie monoreddito, le coppie con figli, le coppie di pensionati e le famiglie con compiti di assistenza e cura.
Questi modelli di vita sono sottoposti a un carico maggiore, mentre le coppie senza figli con doppio reddito ne traggono vantaggio. Questa non è giustizia, ma una nuova sanzione fiscale.
Inoltre, l’onere burocratico per i Cantoni e i Comuni aumenterà notevolmente: 1,7 milioni di dichiarazioni dei redditi in più, costose modifiche informatiche e migliaia di nuovi funzionari fiscali, il tutto a carico dei contribuenti, senza contare le perdite di gettito fiscale per Confederazione e Cantoni.
La tassazione individuale non è solo complessa, ingiusta e costosa, ma è anche antisociale e sfavorevole alle famiglie. Essa grava sulla classe media e limita la libertà di scelta delle famiglie e delle donne. Per questo motivo è necessario il nostro impegno.
Per eliminare la “penalizzazione del matrimonio” ai fini dell’imposta federale diretta, che prevede un maggior onere fiscale a carico dei coniugati rispetto a persone conviventi, basterebbe che la Confederazione prenda spunto dai Cantoni, che da 40 anni a questa parte hanno eliminato questa disparità ai fini delle imposte cantonali e comunali. Basterebbe, infatti, cambiare un solo articolo, e meglio un numero all’interno di questo, che disciplina le tariffe delle persone sole e coniugate, senza dover stravolgere un sistema che è collaudato da anni. Speriamo che il Popolo si dimostri più pragmatico e intelligente del Parlamento federale e rifiuti questa soluzione che costituisce un vero e proprio “mostro” burocratico.
Pertanto, ben venga l’iniziativa fiscale del Centro denominata “Sì a imposte eque anche per i coniugi” in votazione il prossimo 29 novembre 2026, se approvata verrà iscritta nella Costituzione Svizzera e verosimilmente il Parlamento federale dovrà rinunciare all’imposizione individuale perchè contraria alla nuova norma Costituzionale!



