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STEFANO TONINI

E la brava gente, chi la difende?

Deputato in Gran Consiglio, Cantone Ticino e Municipale, Città di Chiasso
E la brava gente, chi la difende?
Stefano Tonini
E la brava gente, chi la difende?
Deputato in Gran Consiglio, Cantone Ticino e Municipale, Città di Chiasso

Guardo le immagini delle violenze in Europa e penso a chi, la mattina dopo, deve raccogliere i vetri del proprio negozio. A chi trova l’auto danneggiata dopo aver fatto sacrifici per comprarla. Alle famiglie che si ritrovano in mezzo alla paura. E ai poliziotti che escono di casa per fare il proprio lavoro e vengono presi a sassate.

Io sto dalla loro parte. Senza esitazioni.

Manifestare è un diritto. Spaccare, saccheggiare e aggredire è un reato. Essere arrabbiati non dà il permesso di rovinare la vita agli altri. Il carovita pesa anche sul commerciante al quale viene distrutta la vetrina e sull’agente che si trova davanti chi gli lancia contro una bottiglia. Anche loro hanno una famiglia, delle bollette e delle preoccupazioni.

E basta cercare sempre una giustificazione per chi devasta. Chi distrugge deve essere fermato, identificato e chiamato a pagare i danni. Perché il conto finisce sulle spalle di chi lavora, paga le imposte e rispetta le regole. Questa gente merita di essere difesa, anche quando fa meno rumore di chi mette tutto a ferro e fuoco.

Una parola chiara va anche a chi organizza: chiamare le persone in piazza comporta delle responsabilità. Dovete collaborare con le autorità, rispettare le prescrizioni e isolare chi cerca lo scontro. Se qualcuno incoraggia o copre le violenze, deve risponderne. Non basta cavarsela con due righe di condanna quando i danni sono già stati fatti.

E sul piano politico voglio essere altrettanto chiaro: quando le violenze arrivano dagli ambienti della sinistra radicale e antagonista, da quell’area pretendo una condanna senza scuse. Troppo comodo dare lezioni di democrazia agli altri e poi diventare prudenti quando bisogna prendere le distanze dai propri vicini politici.

Il prossimo 20 novembre è annunciata una mobilitazione anche in Svizzera e in Ticino, con l’adesione di GISO, SISA, Sciopero per il Clima, Gruppo per una Svizzera senza esercito, Gioventù Comunista e Giovani Verdi. A chi la promuove lo dico fin d’ora, dimostrate con i fatti di voler garantire una protesta pacifica. Nessuno spazio a chi vuole trasformare una piazza in un terreno di scontro.

Al PS chiedo la stessa chiarezza: dite apertamente che chi aggredisce un agente o distrugge un negozio va condannato, anche se sventola una bandiera politicamente vicina alla vostra. Il rispetto per la gente viene prima delle solidarietà di partito.

Un corteo pacifico può comportare qualche disagio, ed è giusto saperlo accettare. Le minacce, le aggressioni e le devastazioni sono un’altra cosa. Confonderle significa fare un torto anche a chi manifesta correttamente.

Alle nostre forze dell’ordine va il mio sostegno. Dietro una divisa c’è una persona che ha diritto di tornare a casa sana e salva. Deve poter intervenire per proteggere la popolazione, con mezzi adeguati e con il sostegno di una politica che si assuma le proprie responsabilità.

Io voglio un Ticino dove si possa lavorare, aprire un’attività, passeggiare con i figli e vivere tranquilli. Difenderò il diritto di manifestare e, con la stessa fermezza, il diritto della brava gente a non subire violenza. Nessuna bandiera viene prima della sicurezza delle persone.

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