No all’aumento dell’IVA

Lorenzo Quadri, Consigliere nazionale, Lega dei Ticinesi
Il prossimo 29 novembre i cittadini saranno chiamati a esprimersi sull’aumento dell’IVA per finanziare la tredicesima AVS. Il primo sondaggio Tamedia indica un 60% di No. Il risultato non sorprende.
Il 3 marzo 2024, con il Sì alla tredicesima AVS, il 58,2% dei votanti aveva lanciato un messaggio chiaro alla politica federale: più risorse per i nostri anziani, meno soldi sperperati all’estero. Si trattava, quindi, di reindirizzare la spesa pubblica.
La ministra PS Baume Schneider e il suo Dipartimento hanno inizialmente proposto di finanziare la tredicesima aumentando i contributi salariali dello 0,8% oppure, in alternativa, dello 0,5%, aggiungendo un rincaro dell’IVA dello 0,4%. Come se non bastasse, il modello prevedeva persino di ridurre il contributo federale all’AVS. Quindi: più tasse per i cittadini per liberare risorse pubbliche da destinare altrove, magari all’estero. L’esatto contrario di quanto chiesto dai votanti!
Poi il Consiglio federale ha cambiato cavallo, ma non l’intenzione di mettere le mani nelle tasche della gente: ha optato per un aumento dell’IVA dello 0,7%. Da lì, nelle Camere federali, è partito il prevedibile mercato del pesce, sfociato nel rincaro dello 0,4% su cui voteremo a novembre.
La vera alternativa, ossia cercare risparmi in altri settori della spesa pubblica, non è stata mai perseguita. Il motto è sempre lo stesso: una nuova prestazione? Una nuova tassa! Per elaborare una simile non-soluzione basta un pallottoliere, non serve nemmeno ChatGPT.
Eppure l’IVA è un balzello antisociale: pesa proporzionalmente di più su chi fatica ad arrivare a fine mese. In Ticino, tra premi di cassa malati, rincari e aumento dei valori di stima immobiliare, il potere d’acquisto di troppe economie domestiche è già ridotto al lumicino. E un’IVA più alta penalizzarebbe i consumi, danneggiando commercio, ristorazione, artigianato e, alla fine, anche l’ occupazione.
Il 29 novembre bisogna votare NO all’aumento dell’IVA. La tredicesima AVS non va finanziata spremendo ancora i cittadini, anziani compresi, ma riorientando la spesa pubblica. Del resto, basta pensare che la Confederazione ogni anno distribuisce ad innaffiatoio quasi 50 miliardi di franchi in contributi di ogni genere: ridurli del 10% permetterebbe di finanziare la tredicesima AVS, e avanzerebbero ancora soldi.
Un NO il 29 novembre obbligherà il Consiglio federale a fare finalmente i compiti: quelli che avrebbe già dovuto sbrigare due anni e mezzo fa. Ossia cercare sistemi di finanziamento della 13a AVS che non consistano del derubare i cittadini.



