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Sara Demir

Amo i Castelli. E per questo dico SI

Sara Demir, Granconsigliera (il Centro/TI).
Amo i Castelli. E per questo dico SI
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Amo i Castelli. E per questo dico SI
Sara Demir, Granconsigliera (il Centro/TI).

Il 27 settembre voterò SI al progetto Fortezza. Lo dico da cittadina di Bellinzona, da bellinzonese e da granconsigliera. E proprio per questo sento il dovere di spiegare il perché, senza slogan e senza fingere che non esistano interrogativi legittimi.

19 milioni di franchi sono tanti soldi. Ma ripetere soltanto questa cifra rischia di raccontare una realtà a metà. Il progetto complessivo ammonta a circa 19,1 milioni, ma non sono 19 milioni che dovrà pagare la Città. Il piano di finanziamento prevede infatti importanti contributi esterni: circa 8 milioni dal Cantone, un contributo federale stimato fra 2 e 4 milioni e una quota comunale residua di circa 4,5 milioni, oltre a dei contributi di privati. Questa distinzione per me è fondamentale.

Bellinzona non sta chiedendo ai propri cittadini di finanziare da sola un progetto che riguarda esclusivamente Bellinzona, ma il cui valore e le cui ricadute vanno ben al di là dei confini cittadini. Stiamo parlando di un patrimonio UNESCO che ha un valore culturale e turistico che supera ampiamente i confini della nostra Città. E il coinvolgimento finanziario di Cantone e Confederazione va letto anche come un riconoscimento di questo valore.

«Ma i Castelli sono già belli così». Una frase che spesso sento dire. Sì. E proprio perché sono così belli, credo che meritino qualcosa in più. Da bellinzonese sono cresciuta con i Castelli come parte naturale del paesaggio. Li vediamo ogni giorno e forse proprio per questo rischiamo di darli per scontati. Ma i nostri Castelli non sono semplicemente tre edifici storici. Insieme alla Murata e alla Cinta muraria costituiscono una Fortezza unica, riconosciuta dal 2000 come patrimonio mondiale UNESCO. La domanda allora non è se dobbiamo “abbellire” qualcosa che già è bello. La domanda è: vogliamo continuare a conservare questo patrimonio oppure vogliamo anche farlo vivere, conoscerlo meglio e valorizzarlo per le prossime generazioni? Io scelgo questa strada.

«È un progetto per i turisti». Anche questo argomento mi lascia perplessa. Sì, voglio più turisti a Bellinzona. Voglio che restino, che scoprano la nostra Città, che frequentino i nostri ristoranti, i nostri alberghi, i nostri negozi. Ma la Fortezza non deve diventare bella per i turisti e basta. Deve diventare più interessante per tutti, per le famiglie, per le scuole, per i giovani e per chi abita qui e magari conosce i Castelli soltanto come sfondo quotidiano, ma non ne conosce fino in fondo la storia. Il progetto punta proprio a rinnovare e ampliare l'offerta museale, i servizi al visitatore e la possibilità di vivere il complesso come un unico grande percorso storico e culturale. E lo dico anche pensando a una cosa molto concreta. Quando sono stata ad Alicante, per visitare il Castello di Santa Barbara ho pagato anche l'ascensore che porta al castello. Non l'ho vissuto come qualcosa di strano: era un servizio che mi permetteva di vivere meglio quella visita. Per questo non penso che il problema sia stabilire a priori se un servizio legato alla Fortezza debba essere gratuito o a pagamento. La domanda dovrebbe essere piuttosto: che esperienza offriamo e quale valore diamo a chi la vive.

E la fondazione? C'è poi un altro tema che in queste settimane viene spesso messo sul tavolo: la futura fondazione destinata a gestire la Fortezza. Anche qui, però, credo sia importante fare chiarezza. La fondazione non è oggetto della votazione del 27 settembre. Il 27 settembre siamo chiamati a esprimerci sul progetto Fortezza e sul relativo credito. La costituzione della fondazione sarà invece un passaggio successivo e dovrà essere sottoposta a un apposito messaggio al Consiglio comunale, che sarà chiamato a discuterla e ad approvarla. Quindi oggi non stiamo approvando una fondazione già definita, né la sua futura struttura o governance. Personalmente ritengo che, quando arriverà in Consiglio comunale, sarà giusto esaminarla con attenzione: costi, competenze, trasparenza, responsabilità e modalità di gestione dovranno essere chiari. Ma non confondiamo i due piani. Il 27 settembre decidiamo se dare seguito al progetto Fortezza. La fondazione, se verrà proposta, sarà oggetto di una discussione e di una decisione successiva. 

E il nome “Fortezza”? Anche qui vale la pena fare chiarezza. Il nome “Fortezza” non è oggetto della votazione del 27 settembre. Se vincerà il NO, i Castelli non cambieranno nome e la Fortezza non scomparirà. La Fortezza esiste già: è il patrimonio storico formato dai nostri Castelli, dalla Murata e dalla cinta muraria (l’UNESCO li chiama “insieme fortificato”). Quello che siamo chiamati a decidere è se realizzare oppure no il progetto di valorizzazione e gli investimenti previsti. Mi sembra una distinzione semplice, ma importante. Perché nel dibattito pubblico rischiamo altrimenti di confondere il patrimonio che già abbiamo con il progetto che siamo chiamati a votare.

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