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ANDREA CEREDA

Fortezza, il segno che sei a casa

Andea Cereda, capogruppo PLR Bellinzona
Fortezza, il segno che sei a casa
ANDREA CEREDA
Fortezza, il segno che sei a casa
Andea Cereda, capogruppo PLR Bellinzona

I Castelli fanno parte della mia vita da sempre: sono il primo sguardo al territorio che ti fa dire "sono a casa". Per questo il 27 settembre voterò sì al progetto Fortezza, e per questo ho voluto scrivere queste righe.

Non per convincere qualcuno, ma perché sui social, e non solo, girano tante voci sul progetto che non corrispondono ai fatti, e chi decide dovrebbe poterlo fare sapendo come stanno davvero le cose.

Si dice che i posti nella futura fondazione siano già assegnati: falso, la fondazione non esiste ancora e nessuno è stato nominato. Si dice che non si sappia a cosa servano i 19 milioni: servono a rendere più viva e moderna l'offerta museale, aprendo spazi che oggi non possiamo nemmeno visitare, non solo a sistemare pietre e mura. Si dice che manchi una strategia: non è così, il progetto nasce da quasi dodici anni di studi e coinvolge esperti di conservazione, turismo e gestione museale, non è un'idea improvvisata. Si dice che si voti sul nome: non è vero, i Castelli restano i Castelli, "Fortezza" è solo il marchio per farli conoscere nel mondo, composto dai tre Castelli, la murata e la cinta muraria. Si dice infine che 100'000 visitatori paganti siano un sogno impossibile: eppure il solo Castel Grande accoglie già 80'000 visitatori all'anno, di cui circa solo 40'000 pagano oggi l'entrata al museo, senza contare Montebello, Sasso Corbaro e la murata.

Al di là delle polemiche, credo in quello che questo progetto può dare a tutto il Bellinzonese: nuovi posti di lavoro, un turismo di qualità con ricadute per esercizi pubblici e commerci, e un patrimonio UNESCO finalmente valorizzato come merita, invece di restare solo un bel ricordo da cartolina.

Ho letto le 110 pagine del messaggio municipale, con calma, più volte. Anch'io, all'inizio, avevo dei dubbi, e non ero il solo: nemmeno la politica comunale era pienamente convinta. Sono spariti leggendo e informandomi, non ascoltando le voci di corridoio. Persino chi ha lanciato il referendum, alla fine, si è convinto della bontà del progetto. Il confronto onesto, quando lo si accetta davvero, fa crescere le idee migliori.

Non vi chiedo di fidarvi di me né di chi la pensa diversamente. Vi chiedo di informarvi dalle fonti ufficiali e di votare con la testa, ma anche con il cuore: i nostri Castelli meritano un futuro all'altezza della loro storia, perché possano continuare a essere, anche per i nostri figli, il segno che si è arrivati a casa.

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