Un’agricoltura forte nasce dalla libertà di scegliere

Aline Prada, 24 anni Granconsigliera TI e imprenditrice agricola
CASTEL SAN PIETRO - Sono un’agricoltrice e co-gestisco un’azienda agricola, tra montagna e pianura. Nella nostra realtà convivono allevamento animale e viticoltura, attività diverse ma profondamente legate al territorio.È da questa esperienza che guardo all’iniziativa sull’alimentazione, che propone di portare l’autoapprovvigionamento netto della Svizzera almeno al 70 per cento e di orientare maggiormente produzione e consumo verso gli alimenti vegetali. La sicurezza alimentare e la tutela delle risorse sono fondamentali. Ma un’azienda di montagna non ha le stesse possibilità di una di pianura: territorio, strutture e sostenibilità economica determinano ciò che può produrre. Per questo non credo debbano esistere produzioni agricole di serie A e di serie B. Latte, formaggi, uova e carne hanno lo stesso valore di cereali, ortaggi, frutta e vino: tutti fanno parte del nostro patrimonio agricolo.
Credo che la scelta di cosa produrre debba restare nelle mani di chi conosce la propria azienda e si assume il rischio delle proprie decisioni. Lo Stato può sostenere e incentivare, ma la realtà agricola svizzera è troppo diversa per essere ricondotta a un unico modello. Penso anche alle aziende senza ricambio generazionale. Possono diventare un’opportunità per chi sceglie di costruire il proprio futuro nell’agricoltura. Perché ciò avvenga, devono restare attrattive e redditizie. L’agricoltura è già confrontata con numerose leggi e condizioni. Possiamo migliorarla senza aggiungere ulteriori vincoli.
Per queste ragioni, il 27 settembre voterò NO all’iniziativa sull’alimentazione. Credo in un’agricoltura capace di evolvere e innovare, rispettando il territorio e la libertà di scelta di chi la conduce. Lo dobbiamo a chi oggi, insieme a me, porta sulla tavola prodotti di qualità legati al territorio e a chi, domani, potrebbe scegliere di fare lo stesso.



