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MASSIMILIANO ROBBIANI

Perché difendere la nostra neutralità significa proteggere il futuro della Svizzera

Massimiliano Robbiani, Lega dei Ticinesi
Perché difendere la nostra neutralità significa proteggere il futuro della Svizzera
Massimiliano Robbiani
Fonte Massimiliano Robbiani
Perché difendere la nostra neutralità significa proteggere il futuro della Svizzera
Massimiliano Robbiani, Lega dei Ticinesi

Negli ultimi anni abbiamo assistito a una progressiva e preoccupante erosione di uno dei pilastri fondamentali della storia e del successo del nostro Paese: la neutralità perpetua e armata. L’iniziativa popolare sulla neutralità nasce da una necessità concreta e non più rinviabile, ossia quella di fissare paletti chiari nella Costituzione per evitare che decisioni estemporanee o pressioni esterne ne stravolgano la natura.

La neutralità non è un concetto astratto o superato, ma lo scudo costituzionale che ha garantito alla Svizzera decenni di pace, tenendoci al riparo dai devastanti conflitti europei e mondiali. Rimanere fuori dalle contese internazionali rappresenta da sempre la migliore strategia di protezione per la nostra popolazione e il nostro territorio.

Un Paese autenticamente neutrale non può prendere parte a guerre economiche. Partecipare a sanzioni o misure coercitive che non siano deliberate direttamente dalle Nazioni Unite significa, nei fatti, schierarsi. L'adozione di sanzioni unilaterali fa perdere alla Svizzera la sua storica credibilità, trascinandola in dinamiche di blocco che finiscono per danneggiare anche la nostra economia e le nostre imprese.

Allo stesso tempo, occorre ricordare che la Svizzera è sempre stata rispettata nel mondo come terra di mediazione e di diplomazia. Per poter sedere al tavolo e facilitare il dialogo tra parti in conflitto è indispensabile essere percepiti come un attore super partes. Nel momento in cui iniziamo a prendere posizione, perdiamo la fiducia degli attori internazionali e cancelliamo il nostro storico ruolo di facilitatore di pace.

Questa scelta richiede anche la difesa della nostra sovranità attraverso una neutralità armata e autonoma. È necessario porre un freno deciso a riavvicinamenti o collaborazioni strutturate con alleanze militari come la NATO o la difesa comune europea, poiché rischiano di limitare la nostra indipendenza decisionale e di coinvolgerci indirettamente in logiche di alleanza contrapposte.

Inoltre, la neutralità non può cambiare contorno a seconda delle pressioni del momento o delle inclinazioni del Consiglio Federale di turno. Iscrivere principi rigidi e precisi nella nostra Carta fondamentale serve a dare certezze e stabilità, evitando che la politica estera svizzera si pieghi alle mode o alle richieste delle potenze straniere.

Difendere la neutralità svizzera non significa affatto isolarsi dal mondo, ma continuare a essere un punto di riferimento neutrale, libero e sicuro in un contesto globale sempre più instabile. Allora un SÌ convinto alla neutralità svizzera in votazione il prossimo 27 settembre.

Massimiliano Robbiani, Lega dei Ticinesi

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