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Claudio Paganetti

Un semaforo può farci perdere un minuto… e farcene guadagnare dieci?

Claudio Paganetti, Municipale di Cadenazzo
Un semaforo può farci perdere un minuto… e farcene guadagnare dieci?
Claudio Paganetti
Fonte Claudio Paganetti
Un semaforo può farci perdere un minuto… e farcene guadagnare dieci?
Claudio Paganetti, Municipale di Cadenazzo

CADENAZZO - In questi mesi chi attraversa Sant'Antonino, Cadenazzo e il Piano di Magadino si confronta inevitabilmente con cantieri e qualche disagio; il tema più discusso è la sostituzione delle rotonde con semafori “intelligenti”.

Il mio pensiero, maturato nel ruolo di Municipale di Cadenazzo e soprattutto di cittadino che vive da molti anni il territorio (e le sue strade), è di valutare questo progetto nel complesso e non dal singolo incrocio.

L'intervento dell'USTRA interessa circa 10 chilometri tra Bellinzona Sud e Riazzino e prevede una gestione coordinata del traffico. Non si tratta quindi di semplici semafori indipendenti, ma di impianti collegati tra loro, supportati da sensori e regolati in funzione dei flussi di traffico rilevati in tempo reale.

È proprio questo l'aspetto più interessante del progetto: un approccio diverso rispetto al passato.

Le rotonde hanno garantito per molti anni fluidità del traffico e continuano a essere una soluzione efficace in numerose situazioni. Oggi però il contesto del Piano di Magadino è molto diverso rispetto a qualche decennio fa.

Sul tratto Cadenazzo-Quartino transitano mediamente circa 27'000 veicoli al giorno. Significa quasi 10 milioni di passaggi all'anno!

Con volumi di traffico così elevati, soprattutto in periodi e ore di punta, anche piccoli rallentamenti possono propagarsi rapidamente lungo tutta la direttrice.

L'obiettivo del nuovo sistema non è eliminare ogni attesa, cosa probabilmente impossibile, ma cercare di gestirla nel modo più efficiente possibile distribuendo meglio i flussi lungo l'intero percorso.

Potrà quindi capitare di fermarsi per qualche minuto davanti a un semaforo ma la domanda da porsi dovrà essere: quel tempo di attesa permetterà di ridurre le congestioni più avanti e migliorare il tempo complessivo di percorrenza?

Sarà questa, a mio avviso, la vera misura del successo del progetto.

Con il completamento dei lavori saranno nove i principali nodi coordinati tra Cadenazzo e Quartino. Valutare il progetto osservando un singolo impianto o le prime settimane di esercizio rischia di fornire un'immagine incompleta.

L'idea alla base del cambiamento è infatti quella di gestire il traffico lungo l'intera tratta e non limitarsi a risolvere i problemi di un singolo incrocio.

Come per ogni nuovo sistema, sarà necessario un periodo di monitoraggio e di adattamento; solo i dati raccolti nel tempo permetteranno di stabilire se gli obiettivi fissati saranno realmente raggiunti.

L'investimento complessivo ammonta a circa 40 milioni di franchi ed è finanziato dalla Confederazione.

Tratterà l'installazione dei nuovi impianti semaforici e includerà anche il rifacimento della pavimentazione, la cartellonistica, la posa di asfalto fonoassorbente, il miglioramento dell'illuminazione, interventi a favore della sicurezza di pedoni e ciclisti oltre che misure per il trasporto pubblico.

Per Cadenazzo significa quindi anche una strada più moderna, più sicura e con un minore impatto fonico per i residenti.

Il Piano di oggi non è quello di trent'anni fa. Negli ultimi decenni sono aumentate le attività economiche, gli insediamenti e gli spostamenti quotidiani.

Per questo ritengo positivo che vengano introdotte nuove soluzioni basate su dati, monitoraggio e gestione dinamica dei flussi.

Anche il trasporto pubblico potrà beneficiarne grazie alla priorità riconosciuta ai bus nei punti più critici.

Naturalmente questi interventi non risolveranno da soli tutte le difficoltà della mobilità sul Piano. Il collegamento A2-A13 rimane un'infrastruttura strategica per il futuro del comparto (ma questo è un altro tema).

Lo scetticismo rimane comunque più che legittimo.

Vedere una rotonda lasciare spazio a un semaforo può apparire, almeno inizialmente, come un passo indietro.

Personalmente credo invece che il progetto debba essere valutato sui risultati concreti che saprà produrre una volta completato e pienamente operativo.

In fondo chiediamo una cosa molto semplice alla tecnologia: aiutarci a trascorrere meno tempo in coda e più tempo dove vogliamo davvero essere.

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