Troppi disagi con gli aerei. Le FFS valutano treni diretti per Barcellona, Amsterdam e Londra

Il boom dei treni a lunga percorrenza spinge le FFS a valutare convogli diretti per le principali capitali europee. Vincent Ducrot, CEO di FFS: «40 treni destinati a circolare in tutta Europa».
BERNA - Di fronte al recente caos del traffico aereo, tra voli cancellati e dell'aumento drastico del prezzo del carburante (e quindi dei biglietti), sempre più persone sembrano guardare ai treni a lunga percorrenza come una valida alternativa. A confermare questa tendenza sono i dati delle FFS, che mostrano il boom che il traffico ferroviario sta vivendo in tutta Europa.
Una tendenza che, secondo Vincent Ducrot, CEO delle FFS, mostra le significative modifiche che hanno subito le abitudini di viaggio. Il treno, infatti, viene utilizzato sempre più spesso non soltanto per escursioni e giornate sulla neve, ma anche per raggiungere grandi eventi e concerti, «occasioni in cui i passeggeri sono disposti a percorrere distanze sempre maggiori».
L'Europa in treno
È in questo scenario di forte crescita che prende forma la nuova visione del CEO: «Salire su un treno per raggiungere senza cambi città come Roma, Amsterdam, Barcellona o Londra». Il progetto prevede fino a 40 treni destinati a circolare in tutta Europa effettuati di giorno. Tempi e priorità, invece, restano ancora da definire.
TGV svizzeri... a noleggio?
Ducrot intende lanciare la gara d'appalto per l'acquisto dei "TGV svizzeri" nei prossimi mesi. È possibile che FFS non acquisti direttamente i treni, ma li noleggi. Tra i produttori in lizza figurano Alstom, Hitachi e Siemens. Anche il produttore svizzero Stadler potrebbe presentare un'offerta, a condizione che al momento della gara d'appalto disponga di treni di questo tipo nella propria gamma. I suoi treni Giruno, utilizzati per i collegamenti con l'Italia e la Germania, sono progettati per velocità massime di soli 250 chilometri orari e risultano quindi troppo lenti.
Secondo le previsioni del CEO, Londra dovrebbe rappresentare l'ultima tappa di questa espansione, la cui realizzazione è prevista attorno al 2030. Raggiungere la capitale britannica presenta infatti diverse complessità, a partire dalla capacità limitata del tunnel della Manica. A questo si aggiunge il fatto che il Regno Unito non fa parte dell'area Schengen e i controlli di sicurezza e di ingresso dovrebbero quindi essere effettuati in terminal dedicati, già nelle stazioni svizzere.
Un altro nodo critico è rappresentato dalla Germania, dove l'ampliamento dell'offerta è stato rinviato. «Ci vorrà più tempo prima che la qualità dell'infrastruttura sulle direttrici tedesche migliori», afferma Ducrot.
Situazione finanziaria delicata
A fare da sfondo ai piani di espansione resta una situazione finanziaria in miglioramento, ma ancora delicata. Nel primo semestre le FFS hanno registrato un utile di 126 milioni di franchi, ma il debito ammonta ancora a 11,5 miliardi. Secondo la compagnia, per ridurlo e continuare a investire servono utili annui di almeno 500 milioni.



