Stretta sugli aumenti di Netflix: Berna vuole regole più chiare

Il Governo federale sostiene una mozione di Farinelli per rendere più trasparenti le modifiche ai contratti delle piattaforme digitali.
Il Governo federale sostiene una mozione di Farinelli per rendere più trasparenti le modifiche ai contratti delle piattaforme digitali.
BERNA - L'aumento delle tariffe delle piattaforme di streaming, come Netflix, deve essere meglio regolamentato. Il Governo raccomanda al plenum di approvare una mozione in tal senso del consigliere nazionale Alex Farinelli (PLR/TI), che mira a proteggere meglio i consumatori.
Negli ultimi anni, diversi fornitori di servizi digitali in abbonamento hanno proceduto a ripetuti aumenti dei prezzi basandosi su condizioni generali che concedono loro un ampio margine di manovra per agire unilateralmente, critica l'autore della mozione. Tuttavia, un'economia di mercato funziona soltanto se le regole contrattuali sono prevedibili, comprensibili e applicate in buona fede.
Mentre l'Italia e la Germania hanno adottato misure in materia, la Svizzera deve fare altrettanto. Il ticinese chiede che gli aumenti unilaterali dei prezzi siano autorizzati solo se basati su criteri oggettivi, trasparenti e preventivamente indicati nel contratto. Pertanto, le condizioni generali che autorizzano aumenti di prezzo insufficientemente determinabili o non giustificati devono essere considerate abusive o nulle.
Farinelli auspica inoltre che, in caso di modifica sostanziale unilaterale del prezzo, il consumatore disponga di un diritto di recesso semplice, effettivo e gratuito. Infine, il fornitore deve informare chiaramente gli utenti della modifica del contratto, dei motivi di tale modifica e dei mezzi a disposizione per opporvisi.
Il Consiglio federale si è detto d'accordo con tutte le richieste della mozione.




