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KARINA NIKLAUS

50’000 firme in appena tre giorni per la protezione delle foreste. Albert Rösti deve fare un passo indietro

Karina Niklaus, prima firmataria
50’000 firme in appena tre giorni per la protezione delle foreste. Albert Rösti deve fare un passo indietro
Act.Campax
Fonte Karina Niklaus
50’000 firme in appena tre giorni per la protezione delle foreste. Albert Rösti deve fare un passo indietro
Karina Niklaus, prima firmataria

In Svizzera, perché un referendum sia valido, bisogna raccogliere 50'000 firme entro 100 giorni. Il fatto che lo stesso numero di persone abbia già firmato una petizione per la tutela delle foreste svizzere in appena tre giorni dal suo lancio sulla piattaforma ACT by Campax è un segnale forte: la resistenza contro l’allentamento previsto delle norme di tutela delle foreste è grande. Ci aspettiamo quindi che il Parlamento impedisca i tagli previsti dal Consiglio federale ai fondi destinati all’adattamento delle foreste svizzere ai cambiamenti climatici.

L’argomento principale che ha spinto Karina Niklaus ad agire è la paura degli incendi e dell'ulteriore deterioramento delle foreste svizzere. Gli enormi incendi che stanno devastando l’Europa in queste settimane non possono non preoccuparci. La Svizzera infatti non ne è immune. Per questo motivo una politica attiva per la protezione delle foreste e il loro adattamento al cambiamento climatico è più che mai necessaria.

In un commento Karina Niklaus, prima firmataria, ribadisce l’urgenza di agire per la tutela del clima, della biodiversità e del futuro delle nuove generazioni: «Quando ho letto che il consigliere federale Albert Rösti vuole proprio tagliare, a partire dal 2027, i fondi per il clima che sono fondamentali per la sopravvivenza delle nostre foreste, mi è stato chiaro: non possiamo sacrificare il futuro dei nostri giovani per colmare buchi di bilancio a breve termine. Dobbiamo alzare urgentemente la voce contro questa decisione.»

La necessità di agire è condivisa da oltre 50’000 persone, che in appena tre giorni hanno firmato la petizione. Il messaggio che stanno inviando alle autorità federali è chiaro: la protezione delle nostre foreste deve avere la priorità rispetto alle politiche di risparmio. 

A sottolineare la problematicità della decisione presa dal consigliere federale Albert Rösti è l’Istituto federale di ricerca WSL che prevede «un aumento significativo del numero di giorni a rischio di incendio estremo», come riportato da Le Temps.

Ma non solo: nel 2023 il Parlamento svizzero aveva ribadito chiaramente la priorità strategica di finanziare l’adattamento delle foreste ai cambiamenti climatici, in particolare attraverso la piantumazione di specie resistenti al calore. La decisione di tagliare questi fondi rappresenta quindi un vero e proprio rifiuto da parte del consigliere federale Albert Rösti di applicare una decisione parlamentare chiara e democraticamente approvata.

La petizione chiede infatti chiaramente al Parlamento svizzero di respingere la proposta di Albert Rösti di tagliare i fondi destinati a rendere le foreste svizzere più resistenti ai cambiamenti climatici.

La speranza è che il legislativo federale sia in grado di opporsi a questa decisione antidemocratica e insensata. 

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