No a una seconda cassa malati per i denti

Piero Marchesi, consigliere nazionale e presidente cantonale UDC
L’iniziativa per il rimborso delle cure dentarie può sembrare attraente, ma nella sostanza propone qualcosa che molti cittadini conoscono già fin troppo bene: la creazione di una seconda “cassa malati”, questa volta per i denti.
Oggi il sistema odontoiatrico funziona con logiche semplici: chi può, paga; chi è in difficoltà, viene aiutato in modo mirato attraverso strumenti come assistenza sociale e prestazioni complementari. Non è un sistema perfetto, ma è efficiente e sostenibile. L’iniziativa cambierebbe radicalmente questo equilibrio.
Con un’assicurazione obbligatoria si introdurrebbe un meccanismo simile alla LAMal: contributi obbligatori, burocrazia, controlli e inevitabilmente costi in crescita. Basta guardare all’esperienza della sanità generale: ogni nuovo sistema assicurativo tende a espandersi, con premi e oneri che aumentano nel tempo. Non c’è motivo di pensare che per i denti andrebbe diversamente.
Il finanziamento avverrebbe tramite un prelievo sui salari e contributi dei datori di lavoro, oltre a risorse pubbliche. In pratica, tutti pagherebbero di più, indipendentemente dal fatto di avere o meno bisogno di cure dentarie. È un cambiamento importante: si passa da una responsabilità individuale con aiuti mirati a un sistema generalizzato che distribuisce i costi su tutta la popolazione.
Il rischio è chiaro: una nuova “cassa denti” con premi e contributi obbligatori, che nel tempo crescono e diventano un ulteriore peso per famiglie e imprese. E come già avviene nella LAMal, non tutto sarebbe coperto. Una parte delle cure resterebbe comunque a carico del paziente, creando frustrazione e doppio pagamento.
Inoltre, più sistema significa anche più burocrazia. Procedure, verifiche, limitazioni: elementi che aumentano i costi senza migliorare concretamente l’accesso alle cure. Alla fine, una quota importante delle risorse finirebbe nell’amministrazione, non nella cura dei pazienti.
Non si tratta di negare il problema di chi fatica a pagare. Ma la risposta non è costruire una seconda cassa malati. È piuttosto rafforzare gli strumenti già esistenti, mirati ed efficaci.
Creare una nuova LAMal per i denti significa aumentare i costi per tutti, senza garantire benefici reali. E questo è un rischio che il nostro Cantone non può permettersi.



