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Amalia Mirante

Cassa malati: le promesse fatte prima del voto vanno rispettate

Amalia Mirante
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Cassa malati: le promesse fatte prima del voto vanno rispettate
Amalia Mirante

Oggi in Parlamento sarà presentato un emendamento di Avanti con Ticino & Lavoro sull’Iniziativa per il 10%. L’emendamento serve a garantire che l’Iniziativa venga applicata nel rispetto della volontà popolare e secondo il modello raccontato ai cittadini prima del voto. Chi ha votato lo ha fatto sulla base di una promessa precisa. Ora quella promessa va mantenuta.

L’iniziativa è stata spiegata sulla base di un modello chiaro: limite del 10% dei premi di cassa malati rispetto al reddito disponibile e calcolo fondato sul Premio Medio di Riferimento, il PMR. Su quella base sono stati indicati beneficiari, importi e costi. Ed è su quella base che il Popolo ha votato.

Che l’iniziativa fosse costosissima lo si sapeva già prima del voto. Nel dibattito pubblico si parlava di centinaia di milioni di franchi all’anno. Non può quindi diventare oggi il motivo per cambiare la promessa fatta agli elettori.

Bisognava pensarci prima.

Gli iniziativisti hanno portato davanti al Popolo una promessa molto impegnativa. Hanno fatto credere a famiglie, anziani e persone schiacciate dai premi di cassa malati che sarebbe arrivato un aiuto importante, non simbolico. Ora che i nodi arrivano al pettine, non si può applicare quella promessa con meno beneficiari e importi più bassi. Questo non sarebbe rispetto del voto. Sarebbe una correzione politica fatta dopo il voto.

Avanti con Ticino & Lavoro queste preoccupazioni le aveva già messe sul tavolo. Il 17 novembre 2025 avevamo chiesto di fermare tutto e studiare un’implementazione seria dell’iniziativa e un piano di finanziamento strutturato, pluriennale, trasparente e referendabile. Una misura da centinaia di milioni non si applica con l’improvvisazione.

Per questo oggi presentiamo un emendamento chiaro: chiediamo che l’iniziativa entri in vigore il 1° gennaio 2029 e che venga applicata secondo il modello approvato dal Popolo, mantenendo il Premio Medio di Riferimento come parametro determinante per il calcolo.

Questo non significa far finta che il problema finanziario non esista. Esiste eccome, e va affrontato seriamente. L’emendamento prevede che il Consiglio di Stato sottoponga al Gran Consiglio, entro il 1° gennaio 2028, le misure di finanziamento necessarie per garantire la sostenibilità della misura nel medio termine. Se servono coperture, si trovino le coperture. Se servono nuove entrate, lo si dica. Se bisogna rivedere il sistema cantonale dei sussidi, lo si faccia apertamente. E se queste scelte modificano in modo sostanziale gli equilibri finanziari del Cantone, sarà giusto che anche il Popolo possa esprimersi.

Quello che non si può fare è promettere prima una misura ampia e poi applicarla dopo in versione ridotta. Sarebbe troppo comodo, e soprattutto poco rispettoso verso chi ha votato sulla base di ciò che gli è stato raccontato.

Avanti con Ticino & Lavoro non ha mai nascosto i propri dubbi sui costi dell’iniziativa. Proprio per questo oggi diciamo una cosa semplice: chi ha voluto questa iniziativa deve assumersene la responsabilità fino in fondo. Non si può illudere il Popolo prima del voto e poi tirarsi indietro quando arriva il momento di pagare il conto. Il voto popolare va rispettato, e anche le finanze pubbliche vanno rispettate. Ma non si può far quadrare il cerchio riducendo di nascosto la misura promessa, facendola passare per un semplice dettaglio tecnico.

Il Popolo ha votato una misura precisa. Ora quella misura va applicata per come era stata promessa.

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