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Matteo Buzzi

No ad una ingannevole e iniqua neutralizzazione delle stime

Matteo Buzzi, deputato Verdi in Gran Consiglio, Locarno
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Fonte Matteo Buzzi
No ad una ingannevole e iniqua neutralizzazione delle stime
Matteo Buzzi, deputato Verdi in Gran Consiglio, Locarno

LOCARNO - Questo fine settimana voteremo sull'iniziativa popolare "Sì alla neutralizzazione dell'aumento dei valori di stima". A prima vista, il titolo suona rassicurante per tutti i proprietari immobiliari, in particolare quelli modesti. Ma un'analisi attenta del testo rivela un'iniziativa sorprendentemente ingannevole.

Il problema di fondo è reale: in Ticino, la distanza tra i valori immobiliari reali e quelli di stima ufficiali è scandalosamente ampia — oltre il 130% di differenza. Chi possiede 100'000 franchi in banca paga le imposte su quella cifra intera; chi possiede un immobile di pari valore di mercato lo vede stimato ufficialmente a soli 40'000 franchi, godendo di un privilegio fiscale e sociale difficilmente giustificabile in uno Stato di diritto. Questo squilibrio viola il principio di parità di trattamento tra contribuenti e va corretto.

Ed è qui che l'iniziativa fallisce clamorosamente. Il testo proposto non garantisce affatto la neutralizzazione fiscale promessa nel titolo. In altre parole: l'iniziativa impone una procedura, non un risultato. Ammesso che la neutralizzazione sia tecnicamente e giuridicamente possibile, la conseguenza sarebbe un colossale sgravio fiscale sui grandi patrimoni siano essi mobili o immobili. Poiché il diritto fiscale svizzero non permette di applicare aliquote diverse a seconda che la sostanza sia mobiliare o immobiliare — il principio di uguaglianza di trattamento vale per tutti — qualsiasi correzione delle aliquote pensata per attenuare l'impatto dell'aggiornamento delle stime immobiliari si rifletterebbe inevitabilmente sull'intera sostanza. Abbassare le aliquote per alleggerire il carico sui proprietari di immobili significa quindi alleggerirlo in egual misura anche per chi detiene grandi fortune mobiliari: conti bancari, titoli, partecipazioni societarie. In definitiva, chi trarrebbe il vantaggio maggiore da questa operazione non sarebbe il piccolo proprietario di casa, ma i grandi patrimoni finanziari, che si vedrebbero accordare uno sconto fiscale del tutto ingiustificato. Un paradosso che trasforma un'iniziativa presentata come difesa della prima piccola casa in un regalo silenzioso ai più ricchi.

Va sottolineato che una via alternativa ci sarebbe, come proposto nel piano finanziario dei Verdi con un pacchetto di atti parlamentari in Gran Consiglio. Nel quadro di una futura revisione delle stime, andranno introdotte in parallelo modifiche mirate della franchigia sulla sostanza esente d’imposta e delle aliquote inferiori per le sostanze basse (aumentando invece le aliquote alte e inserendo ulteriori classi verso l'alto), e di quelle leggi legate alla sostanza che possono influenzare l’erogazione di sussidi. Questa alternativa andrebbe chiaramente a favorire il ceto medio che ha un immobile o un appartamento, senza fare inutili regali ai grandi patrimoni.

Per evitare la fregatura votiamo un chiaro NO a questa subdola iniziativa.


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