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06.07.2020 - 13:170

Lettera aperta ai consiglieri comunali di Lugano

Gli ex dipendenti dell’Aeroporto di Lugano riuniti in assemblea

Onorevoli Consigliere e Consiglieri,

questa sera vi riunite per una seduta del Consiglio Comunale della città di Lugano. A seguito di disaccordi intervenuti tra Municipio e Commissione della Gestione, il messaggio concernente l’aeroporto, che conteneva una parte consacrata al piano sociale per gli ex dipendenti, non sarà all’ordine del giorno. Questa situazione ci stupisce, ci delude, e ci preoccupa. Riteniamo pertanto necessario condividere con voi le ragioni di questi sentimenti.

Siamo 47 persone, la metà di noi ha più di 50 anni e 20 di noi hanno svolto per più di 20 anni l’attività presso l’azienda. Tra di noi ci sono coppie e ci sono genitori: chi con un figlio, chi con due o con tre, 19 in tutto. Nonostante le difficoltà attraversate dallo scalo negli ultimi anni, mai abbiamo fatto mancare passione e serietà nel nostro lavoro, giorno e notte, sette giorni su sette, 365 giorni all’anno. Le nostre condizioni contrattuali erano in linea con quanto prevedono altre realtà aziendali, pubbliche o private, presenti in Ticino. Anzi il nostro salario medio è leggermente inferiore alla mediana cantonale.

Desideriamo far presente che la nostra richiesta di discussione di un piano sociale non è assolutamente fuori luogo, bensì in linea con quanto attuato in altre situazioni di ristrutturazioni o licenziamenti collettivi simili alla nostra. Certamente, siamo coscienti che sono in gioco soldi pubblici, ma non potrebbe essere altrimenti visto che Città e Cantone sono azionisti unici della società LASA che ci ha licenziati.

La nostra principale richiesta è poter continuare a lavorare come fatto negli ultimi 10, 15, 20 e 30 anni. Se ricollocati presso gli enti pubblici azionisti della società LASA, il piano sociale non avrebbe alcun costo per Città e Cantone.

Noi vorremmo mettere al servizio di Lugano o del Cantone la nostra esperienza, la nostra professionalità, le nostre conoscenze tecniche e linguistiche, per cui rinnoviamo ancora una volta la disponibilità a rimetterci in gioco e affrontare nuove sfide professionali.

Nell’attesa e allo scopo di aumentare le possibilità di reintegro immediato sul mercato del lavoro (tramite ulteriori formazioni professionali ad esempio), di compensare le perdite subite e in assenza di un risultato tangibile nello sforzo legato al ricollocamento, chiediamo di percepire un`indennità commisurata all’età, all’anzianità in azienda e alle responsabilità familiari, come praticato in tutte le aziende nelle quali avvengono licenziamenti collettivi e quindi negoziati dei piani sociali e come per altro previsto dalle leggi in vigore!

Il piano proposto dai sindacati UNIA e OCST avrebbe permesso di assicurare indennità tra i 2 e i 6 mesi di salario, indennità che verrebbero ridotte in caso di ricollocamento presso l’ente pubblico. La partecipazione del Cantone, che i sindacati hanno richiesto, verrebbe integrata in questo modello, diminuendo quindi ulteriormente lo sforzo richiesto alla Città.

Dunque niente “richieste sproporzionate”, niente “arroganza” da parte nostra, ma una richiesta di un aiuto concreto da parte di chi, in qualità di rappresentante dell’azionista maggioritario, porta la responsabilità di proporre soluzioni alla difficile situazione nella quale ci troviamo, non avendo potuto continuare la nostra attività professionale.

Aiuto al ricollocamento professionale in primis e in via subordinata un’indennità economica. Questo sotto forma di un credito quadro, in parallelo e in aggiunta al progetto di rilancio previsto dal Municipio che ha proposto d’investire per il futuro dell’aeroporto 1.36 milioni di franchi, come indica il messaggio. Perché, infondo, non riteniamo sbagliato chiedere uno sforzo finanziario simile a quello previsto per garantire il futuro all’aeroporto per riconoscere quanto da noi fatto in tutti questi anni, la dignità del nostro lavoro e il valore del nostro futuro.

Siamo coscienti del periodo straordinario che stiamo vivendo, sotto la pressione causata dalla crisi sanitaria innescata dal Coronavirus e dalle conseguenti difficoltà economiche alle quali in molti saremo confrontati. Noi stessi siamo stati vittime di questa situazione visto che il virus ci ha impedito di lottare per il mantenimento dei nostri posti di lavoro essendo state annullate le previste votazioni popolari. Chiediamo quindi di non subire una sorta di “doppia punizione”, che ci veda anche privati di un piano sociale che risponda alle nostre legittime necessità.

Ci teniamo, non da ultimo, far presente che non vogliamo reclamare condizioni speciali rispetto a quelle di lavoratrici e lavoratori che in questo stesso periodo stanno lottando per i loro diritti, per il loro lavoro e per il loro sostentamento. Rinnovando il mandato ai nostri sindacati di riferimento, esprimiamo tutta la nostra solidarietà e il nostro sostegno a quanti, in numerose realtà aziendali e diversi rami professionali, stanno vivendo situazioni simili alla nostra. Non dividiamoci, non mettiamo in opposizione le nostre rivendicazioni, non alimentiamo una “guerra tra poveri”. Per questa ragione, desideriamo in particolare esprimere sostegno e solidarietà ai dipendenti di Mikron che stanno in queste stesse settimane discutendo di un piano sociale, e ai dipendenti della Walo-Bertschinger che hanno scioperato giovedì scorso in difesa dei loro diritti.

Con questo scritto, volgiamo quindi rinnovare la nostra fiducia e il nostro mandato ai sindacati UNIA e OCST, chiedendo l’immediata riapertura di negoziazioni su un piano sociale che ci auguriamo possa essere discusso nel prossimo Consiglio Comunale.

Chiediamo per questo massima disponibilità e comprensione a voi, Consiglieri Comunali della Città di Lugano, restando a vostra disposizione per ulteriori informazioni, in attesa di una conclusione rapida e positiva delle discussioni.

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