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Christian Colombo

Politica ticinese, specchio amplificatore della società odierna

Christian Colombo, Vicepresidente PLR Chiasso, Vicepresidente GLRM, Consigliere Comunale di Chiasso
Politica ticinese, specchio amplificatore della società odierna
Christian Colombo
Politica ticinese, specchio amplificatore della società odierna
Christian Colombo, Vicepresidente PLR Chiasso, Vicepresidente GLRM, Consigliere Comunale di Chiasso

Negli ultimi anni la politica ticinese è stata al centro di diversi "scandali". L’ultimo che coinvolge il Consigliere di Stato Claudio Zali ripropone interrogativi importanti. Se le accuse saranno confermate, si tratterà di fatti molto gravi.

Non intendo però soffermarmi sul caso specifico o sugli altri avvenuti nelle ultime legislature, che ben conosciamo. Vorrei piuttosto riflettere sulle ragioni di fondo che stanno alla base di questi eventi.

La domanda non è "chi ha sbagliato questa volta", bensì “perché continuiamo ad assistere a episodi simili” indipendentemente dal partito o dalla persona coinvolta. La risposta, secondo me, va cercata non solo nella politica, ma in generale nella società in cui viviamo.

I motivi di questi scandali sono infatti spesso riconducibili a comportamenti opportunistici di singoli che sfruttano posizioni di potere per trarne qualche vantaggio personale, prendendo decisioni che hanno importanti ripercussioni sulla collettività e sulla credibilità delle Istituzioni. Questi comportamenti sono lo specchio amplificatore della società moderna, nella quale regole, meritocrazia, impegno e responsabilità sembrano lasciare sempre più spazio a opportunismo e ricerca di potere. La politica, in fondo, non fa che restituirci, ingigantita, la stessa logica che molto spesso applichiamo nelle nostre scelte quotidiane.

Nella società che si va delineando, l'interesse del singolo tende a prevalere su quello della collettività. Perseguire i propri interessi è diventato, per molti, più importante che fare ciò che è giusto: una scelta che appare ormai sempre più ingrata.

Fare la cosa giusta non significa necessariamente prendere la decisione perfetta. Significa scegliere ciò che, ragionevolmente e in buona fede, si ritiene essere la scelta migliore. Nessuno è immune dagli errori e una decisione può rivelarsi sbagliata anche quando viene presa con le migliori intenzioni. Bisogna però avere l’onestà di riconoscere l'errore, assumersene la responsabilità e farne tesoro per il futuro. L'uomo è, in fondo, un eterno bambino che apprende non solo dagli studi, ma soprattutto dalla vita: scegliendo, sbagliando e ricominciando. Ma deve farlo nel rispetto dei propri valori e nel rispetto degli altri.

Questo vuole essere soprattutto un appello, anche ai giovani che, come me, vivono la politica in prima persona; dare il buon esempio, essere trasparenti nelle scelte, lasciare da parte opportunismi personali o partitici deve essere la base per costruire un futuro migliore.

Ne va della credibilità delle Istituzioni, ma soprattutto del bene del nostro amato Cantone e di tutti coloro che ci vivono.

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