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SARA BERETTA-PICCOLI

La società senza colpa: abbiamo smarrito la bussola morale?

Sara Beretta-Piccoli, granconsigliera Verdi Liberali
La società senza colpa: abbiamo smarrito la bussola morale?
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La società senza colpa: abbiamo smarrito la bussola morale?
Sara Beretta-Piccoli, granconsigliera Verdi Liberali

La moralità è come una bussola: può indicarti la direzione giusta, ma non può compiere il viaggio al posto tuo. La scelta finale resta sempre nelle mani dell’essere umano.

Eppure, osservando il dibattito culturale degli ultimi anni, si ha talvolta l’impressione che questa bussola venga considerata sempre meno necessaria. La vergogna viene spesso descritta soltanto come un sentimento negativo da eliminare, il senso di colpa come un peso da cui liberarsi, mentre ogni comportamento tende a essere spiegato, giustificato o relativizzato.

Il messaggio che rischia di emergere è semplice: fai ciò che vuoi, nessuno ti giudicherà.

Naturalmente nessuna società afferma esplicitamente che il bene e il male non esistano. Le leggi continuano a fissare limiti e a punire chi li oltrepassa. Ma le leggi, da sole, non bastano. Intervengono dopo il fatto. È la coscienza, invece, che agisce prima: è quella voce interiore che ci invita a fermarci, a riflettere, a riconoscere la responsabilità delle nostre azioni.

Una comunità può funzionare soltanto se esistono regole esterne, ma anche limiti interiori. Se il concetto stesso di colpa viene svuotato di significato, se ogni scelta viene sottratta a qualsiasi valutazione morale, allora il rischio è quello di delegare tutto alle norme e alle sanzioni, dimenticando il ruolo fondamentale della responsabilità personale.

È qui che la provocazione può essere utile. Portando questo ragionamento all’estremo, si potrebbe dire ironicamente: «Non esiste la colpa, fai quello che vuoi, nessuno ti giudicherà e, se sbagli, non dovresti nemmeno sentirti in colpa». È una frase volutamente paradossale, ma serve a porre una domanda essenziale: che cosa impedisce davvero a una persona di compiere il male?

La paura della pena può essere un deterrente. Ma una società solida non si regge soltanto sul timore delle conseguenze. Si fonda anche sulla coscienza, sul senso del dovere, sulla capacità di distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato e di assumersi la responsabilità delle proprie azioni.

La libertà non significa assenza di limiti. Significa avere la possibilità di scegliere e decidere, consapevolmente, di orientarsi verso il bene.

Per questo la bussola morale resta indispensabile. Non obbliga nessuno a seguire una rotta. Ma senza una bussola, il rischio di perdere completamente l’orientamento diventa inevitabilmente più grande.

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