La Russia schiera i suoi pezzi da novanta per il trilaterale

La presenza di figure chiave del Cremlino eleva il livello dei negoziati ad Abu Dhabi per il cessate il fuoco.
MOSCA - La delegazione russa che parteciperà la prossima settimana ai colloqui con gli Stati Uniti e l'Ucraina comprenderà alti funzionari militari e diplomatici, tra cui - per la prima volta - il viceministro degli Esteri Sergei Ryabkov. Lo ha riferito il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov all'agenzia di stampa Interfax.
L'incontro trilaterale ad Abu Dhabi, finalizzato a discutere la fine della guerra condotta da Mosca contro l'Ucraina, è previsto per martedì e mercoledì e sarà il primo appuntamento negoziale di questo tipo dal mese di febbraio. Secondo quanto riportato dall'agenzia, la delegazione russa sarà nuovamente guidata da Vladimir Medinsky, consigliere del Cremlino e principale negoziatore di Mosca.
Per la prima volta ne farà parte anche Ryabkov, insieme a Yuri Zhigarlovsky, alto ufficiale dello Stato Maggiore generale russo. Ryabkov supervisiona le relazioni della Russia con l'America settentrionale e meridionale ed è responsabile delle questioni relative al controllo degli armamenti, alla non proliferazione nucleare e al programma nucleare iraniano. Zhigarlovsky ricopre l'incarico di vicecapo della Direzione operativa principale dello Stato Maggiore generale, l'organismo responsabile della pianificazione e della conduzione delle operazioni militari.
Della delegazione faranno inoltre parte il viceministro degli Esteri Mikhail Galuzin e il capo dell'intelligence militare russa Igor Kostyukov, già presenti in precedenti missioni negoziali, secondo quanto riferito da Interfax.
Tutti i componenti della delegazione hanno incontrato ieri il presidente russo Vladimir Putin durante una riunione del Consiglio di sicurezza russo, dedicata in parte ai preparativi per i prossimi colloqui.
«Al momento non possiamo più dare Patriot a Kiev»
Intanto, sul fronmte europeo, si apprende che la Germania non è più in grado per ora di fornire all'Ucraina i sistemi di difesa aerea Patriot, a causa del rischio di creare lacune critiche nella propria capacità di difesa.
Lo ha dichiarato il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius in un'intervista al «Berliner Morgenpost», ripresa da Focus.
«Le forniture, in particolare quelle dei sistemi Patriot, si stanno rivelando difficili. La Germania ha già consegnato diversi sistemi e un gran numero di missili guidati destinati al loro impiego. Al momento non possiamo fare di più», ha detto, chiedendo un maggior impegno ai partner.
«Qualsiasi materiale che cedessimo adesso non potrebbe essere rimpiazzato per un certo periodo di tempo e questo creerebbe vuoti nelle nostre difese che non possiamo permetterci», ha spiegato il ministro della Difesa tedesco. Pistorius ha inoltre osservato che altri Paesi hanno fatto «significativamente» meno. «Dobbiamo affrontare la questione con estrema serietà in occasione della prossima riunione del Gruppo di contatto per l'Ucraina, prevista per la metà di novembre», ha aggiunto.
Il ministro della Difesa tedesco ha anche sostenuto che un'interruzione degli aiuti a Kiev, come auspicato dal partito Alternativa per la Germania (AfD), provocherebbe un massiccio afflusso di profughi ucraini nei Paesi dell'Europa centrale e occidentale: «Se interrompiamo gli aiuti all'Ucraina, milioni di ucraini verranno da noi», è il titolo dell'intervista.



